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Preso a Siena uno dei latitanti dell'Operazione Last Minute: è l'ex capozona di Cellino

SIENA – Finisce in manette a poco meno di 24 ore dall’avvio dell’Operazione Last Minute uno dei personaggi colpiti da provvedimento di fermo per associazione di stampo mafioso, ma non rintracciato nella giornata del 28. Si tratta di Alessandro Monteforte, ufficialmente residente a Colle Val d’Elsa, nel Senese, ma originario di Cellino San Marco. Monteforte viene collocato dal pentito Ercole Penna nel clan Scu che fa capo ai boss detenuti Massimo Pasimeni e Antonio Vitale, guidato ad interim dallo stesso penna e da Daniele Vicientino, ricercato dalla fine di settembre.

SIENA - Finisce in manette a poco meno di 24 ore dall'avvio dell'Operazione Last Minute uno dei personaggi colpiti da provvedimento di fermo per associazione di stampo mafioso, ma non rintracciato nella giornata del 28. Si tratta di Alessandro Monteforte, ufficialmente residente a Colle Val d'Elsa, nel Senese, ma originario di Cellino San Marco. Monteforte viene collocato dal pentito Ercole Penna nel clan Scu che fa capo ai boss detenuti Massimo Pasimeni e Antonio Vitale, guidato ad interim dallo stesso penna e da Daniele Vicientino, ricercato dalla fine di settembre.

La cattura di Alessandro Monteforte è stata eseguita dal personale della Squadra mobile di Siena, cui si erano aggiunti investigatori della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile brindisina e del commissariato di Mesagne. L'indagato è in fase di traduzione, per essere messo a disposizione del gip e del pm antimafia che ha avviato una indagine sulla base delle rivelazioni che il nuovo collaboratore di giustizia sta facendo.

Monteforte è stato condannato in via definitiva per associazione a delinquere in traffico di stupefacenti in un contesto dominato dalla Sacra corona unita, e secondo il pentito era il punto di riferimento a Cellino del clan dei Mesagnesi (gli altri due clan in cui è suddivisa secondo il teorema penna la Scu brindisina sono quello di Salvatore Buccarella e Francesco Campana, e l'altro è quello dei fratelli Bruno di Torre Santa Susanna.

Secondo quanto riferiscono Penna e altri collaboratori di giustizia, Alessandro Monteforte è stato al centro della contesa tra il clan dei Mesagnesi e il latitante Francesco Campana per il controllo della malavita di Cellino San Marco, centro che ha sempre fatto parte del territorio dominato dal clan Buccarella, ma "soffiato" a questi alla prima occasione utile con l'insediamento di Monteforte, che fa capo a Daniele Vicientino. Campana, il quale è di Mesagne ma sarebbe comunque in contrasto con gli altri del clan locale proprio per una questione di predominanza, e per questo schieratosi con Buccarella, ha poi provveduto a riprendere Cellino a nome del gruppo di cui è uno dei capi.

In queste ore, intanto si stanno svolgendo le udienze di convalida dei fermi delle undici persone finite in carcere il 28.

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