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Preso ad Oria l'ultimo latitante della Scu. Francesco Campana nelle mani della polizia

BRINDISI - E' stata chiusa poche ore fa la partita con l'ultimo latitante della Scu brindisina di una certa importanza, Francesco Campana, collocato però dal pentito Ercole Penna alla testa del clan dei Tuturanesi, alle dirette dipendenze del capo storico Salvatore Buccarella. Campana è stato catturato nel territorio di Oria da personale della questura di Brindisi. Erano sulle sue tracce la squadra mobile e il commissariato di Mesagne. I particolari dell'importante operazione saranno resi noti in una conferenza stampa stamani.

BRINDISI - E' stata chiusa poche ore fa la partita con l'ultimo latitante della Scu brindisina di una certa importanza, Francesco Campana, collocato però dal pentito Ercole Penna alla testa del clan dei Tuturanesi, alle dirette dipendenze del capo storico Salvatore Buccarella. Campana è stato catturato nel territorio di Oria da personale della questura di Brindisi diretta da Vincenzo Carella. Erano sulle sue tracce la squadra mobile e il commissariato di Mesagne. Assieme a Campana sono stati arrestati i proprietari dell'abitazione che lo ospitava, un uomo e la sua compagna. I particolari dell'importante operazione saranno resi noti in una conferenza stampa stamani.

Campana si spostava continuamente proprio per evitare di essere localizzato. Gli episodi in cui sarebbe riuscito a sfuggire alle pattuglie di polizia e carabinieri non sono pochi, ma inevitabilmente la scelta di restare nella sua "area di influenza" per curare gli interessi del clan hanno anche ristretto di molto il campo delle ricerche. La caccia a Francesco Campana era cominciata nel 2009. Si era sottratto al controllo delle forze dell'ordine circa tre anni fa, poco prima del fratello Sandro che è stato catturato invece all'alba del 27 settembre scorso in una villetta di Porto Cesareo dove lo aveva raggiunto la fidanzata.

I due Campana sono indagati per l'agguato dell'1 luglio 2010 a Vincenzo Greco, avvenuto nell'abitazione della vittima a Mesagne, ma Francesco Campana è anche al centro di indagini della polizia e dei carabinieri sulle attività dei nuovi gruppi della Sacra corona unita (l'altro è quello oramai quasi azzerato dei Mesagnesi, collegato ai capi detenuti Massimo pasimeni e Antonio Vitale, ed affidato sino alla cattura a Ercole Penna e Daniele Vicientino).

Formalmente, a carico di Francesco Campana (38 anni) c'è un ordine di carcerazione per una condanna definitiva a 9 anni emesso nel maggio 2010 per associazione di stampo mafioso e stupefacenti. Ma già dal 2009 Campana era scomparso da Mesagne violando gli obblighi della sorveglianza speciale e dell'obbligo di dimora.

Come dimostrano l'episodio della tentata estorsione al Bar Betty di Brindisi, ma anche la catena di attentati sia a Mesagne che nella zona industriale brindisina, la Scu stava ricostruendo una fitta rete di taglieggiamenti per non perdere il controllo della situazione. Sicuramente la latitanza di Campana costituiva un deterrente per le vittime. Sino a questa mattina.

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