Cronaca

"Pressioni dell'opposizione in difesa di dipendente Abaco": esposto in Procura

Alcuni consiglieri comunali dell'opposizione avrebbero esercitato delle pressioni sui rappresentanti della ditta Abaco per evitare una sanzione disciplinare a una dipendente che si sarebbe macchiata di "comportamenti decisamente censurabili". La questione è al centro di una comunicazione al procuratore della Repubblica, inoltrata da Consales

BRINDISI – Alcuni consiglieri comunali dell’opposizione avrebbero esercitato delle pressioni sui rappresentanti della ditta Abaco per evitare una sanzione disciplinare a una dipendente che si sarebbe macchiata di “comportamenti decisamente censurabili”. La questione è al centro di una comunicazione al procuratore della Repubblica Marco Di Napoli, inoltrata in giornata dal sindaco di Brindisi Mimmo Consales.

E’ stato lo stesso primo cittadino a darne notizia, attraverso una nota stampa. L’episodio, a detta del sindaco, si sarebbe verificato nei giorni scorsi  e “avrebbe visto coinvolti tre consiglieri comunali di opposizione i quali avrebbero esercitato, nel corso di un incontro a cui partecipavano rappresentanti dell’amministrazione comunale e della società Abaco (addetta alla riscossione di tributi comunali)”.

La dipendente in difesa della quale sarebbero intervenuti i consiglieri, si sarebbe resa responsabile di comportamenti che potrebbero “addirittura sfociare nel licenziamento della stessa”. 

“I presenti – prosegue Consales - confermano che sono stati palesi i tentativi di intimorire i rappresentanti dell’Abaco (tra cui un legale) attraverso la neanche tanto velata minaccia di ritorsioni politiche nei confronti della società”.

“Purtroppo non è la prima volta che ci si trova a dover fare i conti con atteggiamenti minacciosi – afferma il Sindaco – che si concretizzano nel corso dei lavori delle Commissioni consiliari ed anche in vere e proprie ‘incursioni’ negli uffici di dirigenti comunali. Per questo motivo ho ritenuto corretto informare l’Autorità Giudiziaria competente”.

La replica di Riccardo Rossi - Si riporta di seguito un comunicato con cui Riccardo Rossi risponde alla nota del sindaco. 

Apprendo dalla stampa che il Sindaco Consales ha depositato un esposto alla Procura per pressioni dell’opposizione in difesa di una dipendente Abaco. Intervengo perché io sono uno dei tre consiglieri comunali citati da Consales. Le cose non stanno però assolutamente nei termini riportati dal Sindaco.

Venerdì 19 giugno ho appreso della lettera di licenziamento inviata ad una dipendente Abaco, quindi al termine della Commissione Bilancio con altri due consiglieri mi sono recato nella stanza del Segretario Generale Giacovazzo. Lì insieme al Segretario erano presenti l’Assessore al Bilancio Lo Martire ed il dirigente del settore tributi Destino con rappresentanti dell’Abaco per firmare il contratto per il servizio tributi. Abbiamo quindi dopo aver aspettato qualche minuto chiesto di essere ricevuti.
 
Abbiamo chiesto se era corretta la notizia appena giunta del licenziamento di una dipendente ed avere informazioni su quanto accaduto, in quanto ricordo che tutti i dipendenti Abaco fanno parte di una platea storica salvaguardata dalla clausola sociale in fase di gara. A mio avviso è dovere di un consigliere comunale comprendere cosa succede, in particolare, in un settore così delicato.  
 
Nessuna pressione, ma solo richiesta di informazioni e comprendere se tale licenziamento fosse una  decisione definitiva da parte dell’azienda o se vi erano ancora margini di risoluzione differente.
 
Un dialogo durato non più di 5 minuti  dinanzi al Segretario Generale, Assessore al Bilancio e Dirigente del settore Tributi.  Altro che forti pressioni ed irruzioni. Il tutto è avvenuto alla luce del sole, in un clima assolutamente tranquillo ed in una stanza in cui oltre ai presenti in quei 5 minuti sono entrate ed uscite anche altre persone.
 
I rappresentanti dell’Abaco ci hanno detto che conoscevano il caso e che ne avrebbero parlato con il responsabile dell’ufficio del Personale informando gli uffici del Comune, Segretario Generale in primis come da me richiesto.
 
Questo per precisare quanto accaduto, riservandomi di difendere la mia onorabilità in tutte le sedi.

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