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La procura di Brindisi

La procura di Brindisi

Presunta violenza, forse un confronto

BRINDISI - Saranno ascoltati domattina i due ragazzi, entrambi giovanissimi, accusati di violenza sessuale da una 27enne che ha raccontato alla polizia di essere stata costretta a concedersi per ore a entrambi in un box auto di Brindisi. I due hanno richiesto l’audizione al pm titolare del fascicolo, Pierpaolo Montinaro. Al fianco dei rispettivi legali di fiducia intendono rispondere a tutte le domande e chiarire la propria posizione, raccontando con dovizia di particolari cosa accadde realmente quella sera d’estate.

BRINDISI - Saranno ascoltati domattina i due ragazzi, entrambi giovanissimi, accusati di violenza sessuale da una 27enne che ha raccontato alla polizia di essere stata costretta a concedersi per ore a entrambi in un box auto di Brindisi. I due hanno richiesto l'audizione al pm titolare del fascicolo, Pierpaolo Montinaro. Al fianco dei rispettivi legali di fiducia intendono rispondere a tutte le domande e chiarire la propria posizione, raccontando con dovizia di particolari cosa accadde realmente quella sera d'estate.

Intendono difendersi dalla terribile accusa di aver stuprato l'amica in un garage di via Cappuccini e di aver poi proseguito con gli atteggiamenti molesti anche all'interno di un'auto. I fatti si sarebbero verificati il 21 agosto scorso quando, in seguito alla denuncia della presunta vittima, fu dato impulso a indagini delegate alla Squadra mobile della questura di Brindisi, diretta dal vicequestore Alberto Somma.

Gli indagati si sono affidati alla difesa degli avvocati Daniela D'Amuri e Sandro Longo. L'accusa ha chiesto l'incidente probatorio che non è stato ancora fissato, mentre subito dopo l'informazione di garanzia i due amici brindisini hanno manifestato la volontà di essere interrogati, di raccontare la propria versione dei fatti sulle vicende di quella notte, nel tentativo di confutare, punto per punto, quanto fu riportato dalla 27enne nell'ufficio denunce.

La ragazza fu condotta in ospedale, per essere sottoposta a tutti gli accertamenti del caso. I medici del Pronto soccorso del "Perrino", a quanto si è saputo, non trovarono segni di violenza sul suo corpo, ma ciò non ha consentito di escludere che la condotta dei due giovani si sia spinta al di là del consentito.

Costretta, forzata, ingannata: violentata. Lei lo ha sostenuto dinanzi ai pubblici ufficiali che, girando l'informativa di reato alla procura, hanno dato avvio all'inchiesta. Loro, invece, si professano innocenti e sostengono di tenere in serbo da allora una verità che li scagiona. La consegneranno domattina al pm Montinaro, ovviamente in separata sede.

In seguito, molto probabilmente, sarà ascoltata la 27enne,alla presenza degli indagati e dei legali in un confronto che si ritiene necessario anticipare, per assumere la prova prima dell'eventuale processo.

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