Presunte irregolarità elettorali a Villa Castelli, a giudizio presidenti e segretari di seggio

VILLA CASTELLI - Il processo per le presunte irregolarità elettorali a Villa Castelli si farà. Il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Licci ha disposto questa mattina il rinvio a giudizio di tutti gli imputati finiti nel registro del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro per falso in atto pubblico. Si tratta dei sei presidenti, e altrettanti segretari, delle sezioni elettorali della cittadina castellana, che ricoprirono il ruolo nella doppia tornata elettorale del 6-7 giugno 2009, in cui si votò per il rinnovo dei consigli comunale e provinciale, oltre che naturalmente per l’elezione del sindaco e del presidente della Provincia, quest’ultimo designato nel turno di ballottaggio del 21-22 giugno.

Il sindaco Francesco Nigro

VILLA CASTELLI - Il processo per le presunte irregolarità elettorali a Villa Castelli si farà. Il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Licci ha disposto questa mattina il rinvio a giudizio per metà ottobre di tutti gli imputati finiti nel registro del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro per falso in atto pubblico. Si tratta dei sei presidenti, e altrettanti segretari, delle sezioni elettorali della cittadina castellana, che ricoprirono il ruolo nella doppia tornata elettorale del 6-7 giugno 2009, in cui si votò per il rinnovo dei consigli comunale e provinciale, oltre che naturalmente per l’elezione del sindaco e del presidente della Provincia, quest’ultimo designato nel turno di ballottaggio del 21-22 giugno.

I nomi sono quelli di Giuseppina Nigro e Antonella Petronella (rispettivamente presidente e segretaria della sezione uno), Maria Santoro e Caterina Monetti (sezione due), Angela Chirulli e Maria Luisa Neglia (sezione tre), Cataldo Barletta e Graziella Almiento (sezione quattro), Maria Siliberto e Lucia Muolo (sezione cinque), Mario Barletta e Cira Inatteso (sezione sei).

Le indagini della Digos, al comando del dirigente Vincenzo Zingaro, presero le mosse all’indomani delle amministrative del 2009 per il rinnovo delle cariche di sindaco e del consiglio comunale, voto che promosse l’attuale sindaco Francesco Nigro e la coalizione trasversale da lui capeggiata. A dare la stura all’inchiesta fu un esposto in Prefettura degli sconfitti, ex sindaco Vitantonio Caliandro in testa. L’inchiesta scoperchiò una serie di presunte irregolarità, tutte da verificare. Cittadini stranieri ammessi al voto, pur non avendone diritto. Disabili, ammessi al voto, pur non allegando ai verbali i certificati elettorali. Verbali redatti male. Conteggi errati. Insomma, a Villa Castelli le elezioni furono un  pasticcio.

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L’inchiesta penale è andata avanti su strade del tutto antitetiche rispetto a quelle della giustizia amministrativa. Il Consiglio di Stato ha infatti confermato in carica il sindaco eletto Francesco Nigro, mentre la procura della Repubblica rileva invece presunte e ripetute violazioni della legge elettorale compiute sul campo, cioè nei seggi. In realtà le cose non stanno così, perché il Consiglio di Stato si è pronunciato a suo tempo solo in sede cautelare, sospendendo la decisione del Tar che azzerava le elezioni. Mentre per il merito, il supremo organo della giustizia amministrativa è condizionato dell’esito di un giudizio per falso pendente davanti al giudice civile, ancora in corso. A questo punto, la durata in carica di Nigro è una variabile che sfugge ai calcoli.

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