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Cronaca Francavilla Fontana

Presunte truffe alle assicurazioni: i fratelli Galiano ottengono i domiciliari

Lasciano il carcere su disposizione del gip. Erano stati arrestati il 14 marzo scorso, nell'ambito di un'inchiesta su incidenti stradali falsi o gonfiati

BRINDISI - Il gip del Tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, ha disposto gli arresti domiciliari per i fratelli francavillesi Luigi e Michele Galiano (difesi dagli avvocati Giancarlo Camassa e Luca Mangia), rispettivamente di 45 e 43 anni. I due erano stati condotti in carcere il 14 marzo scorso, insieme ad altre dieci persone, nell'ambito di una inchiesta su presunte truffe alle assicurazioni. Gli indagati sono 162. Luigi Galiano era recluso nel carcere di Brindisi, il fratello in quello di Taranto.

I due, nei giorni scorsi, erano stati ascoltati dal pm che conduce l'inchiesta - Francesco Carluccio della Procura di Brindisi - e hanno provato a chiarire la propria posizione. Luigi Galiano ha negato decisamente il concorso in una estorsione contestata, mentre avrebbe ammesso alcune condotte su incidenti stradali che si sarebbero effettivamente verificati. L'1 aprile anche un altro indagato inizialmente ristretto in carcere, il 35enne Giacomo Martina (difeso dai legali Luca Mangia ed Elvia Belmonte), aveva ottenuto gli arresti domiciliari.

Tutti gli arrestati sono francavillesi. Erano stati condotti in carcere: Luigi Galiano 45 anni, Giacomo Martina 35 anni, Michele Galiano 43 anni, Vincenzo Camassa 37 anni e Silvio Capobianco 62 anni. Ai domiciliari: Maria D'Elia 45 anni, Giuseppe Fusco 71 anni, Cosimo Capobianco 33 anni, Salvatore Attanasi 27 anni, Pietro Russo 55 anni, Fabio Nardelli 40 anni e Antonio Resta 57 anni. Il pm aveva richiesto inoltre 32 misure di obbligo di dimora, misure rigettate dal gip.

Il fulcro della presunta attività illecita erano gli incidenti stradali. Dal 2015 al 2019 sono stati denunciati alle compagnie assicuratrici circa 60 incidenti stradali, falsi per gli investigatori. Sarebbero stati prodotti, inoltre, anche falsi certificati medici di pronto soccorso e altri falsi certificati di prolungamento di malattia. Gli indagati avrebbero ricorso anche a false testimonianze (se ne contano 32), "che venivano rese con preoccupante disinvoltura nei giudizi instaurati davanti ai competenti Tribunali e uffici del Giudice di Pace", si leggeva in un comunicato della Procura di Brindisi. Le indagini sono state condotte dai militari della compagnia della guardia di finanza di Francavilla Fontana.

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