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Prete imputato dopo l’eredità da un milione di euro: beni sequestrati

Decreto del gip dopo che monsignore Angelo Altavilla è stato rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace

BRINDISI – Sequestro conservativo dei beni immobili appartenuti all’anziana di 89 anni e lasciati in eredità, in punto di morte, all’ex parroco della chiesa madre di Latiano, monsignor Angelo Altavilla, imputato con l’accusa di circonvenzione di incapace in relazione alle condizioni di salute della pensionata.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, ha disposto i “sigilli” dei seguenti immobili: un appartamento a Latiano in via Risorgimento 41, due locali adibiti a rimessa, sempre a Latiano, in via Osanna 71 e un fondo rustico in agro di Mesagne, in contrada Vergine, con vecchio fabbricato al piano terra. I beni appartenevano alla donna, Vita Maglie, deceduta il 30 aprile 2014.

L’imputato non ha al momento avanzato richiesta per l’ammissione a riti alternativi al processo ordinario, dopo essere stato rinviato al giudizio del Tribunale, così come chiesto dal pubblico ministero Manuela Pellerino. Secondo il pm nei confronti del prete sussistono elementi che permettono di sostenere l’accusa al dibattimento, dopo una iniziale richiesta di archiviazione, alla quale hanno fatto opposizione i familiari della pensionata che frequentava la parrocchia di don Altavilla a Latiano.

In sede di udienza preliminare hanno chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile nei confronti dell’imputato, ai fini del risarcimento del danno in caso di condanna, alcuni parenti di Vita Maglie: Daniela Maglie, cugina di secondo grado, e Raffaele Cuna,  cugino di terzo grado, rappresentati in giudizio da Antonio Sartorio, Antonella Rizzo e Cosimo Lodeserto.

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