Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Operazione "Gold Cars": davanti al gip gli indagati ristretti in carcere

Errico e Moro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Cantore e Sasso hanno chiarito la loro posizione

OSTUNI – In due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Altrettanti hanno chiarito la loro posizione. Stamani (lunedì 8 marzo) si sono svolti i primi quattro interrogatori di garanzia degli indagati ristretti in carcere nell’ambito del blitz Gold Cars, inchiesta della Squadra Mobile di Brindisi e del commissariato di Ostuni che la notte fra il 4 e il 5 marzo ha portato all’emissione di nove ordinanze di custodia cautelare, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di appropriazione indebita di autovetture di grossa cilindrata e di notevole valore economico ai danni di ignare società del settore e autoriciclaggio dei proventi dei delitti. 

Oggi, in videoconferenza, si sono presentati davanti al gip del tribunale di Brindisi, Tea Verderosa: il 55enne Giacomo Errico, il 50enne Gennaro Cantore, il 49enne Gaetano Sasso e il 58enne Ottavio Moro, tutti residenti a Ostuni. Errico, difeso da Ladislao Massari, e Moro, difeso da Giovanni Zaccaria, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il primo è considerato il capo della consorteria criminale. Il 50enne avrebbe promosso, organizzato e diretto l’associazione, utilizzando società precostituite agli scopi, intestate a prestanomi, da lui ideate e dirette, allo scopo di stipulare contratti di noleggio di autovetture di grossa cilindrata. Moro, considerato promotore ed organizzatore dell’associazione, avrebbe avuto il compito di organizzare l’attività illecita e di seguirne gli sviluppi, fino allo spostamento all’estero delle vetture.

Cantore e Sasso, difesi dall’avvocato Mario Guagliani, hanno risposto al giudice. Il legale presenterà istanza di attenuazione della misura cautelare nei confronti dei suoi assistiti. Cantore, da quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe occupato della gestione dei mezzi noleggiati, custodendoli e della loro vendita all’estero e delle risorse economiche del gruppo, fornendo, altresì, assistenza negli spostamenti quotidiani del capo. Sasso avrebbe curato perlopiù le formalità fiscali delle società all’uopo costitute e di quelle burocratiche. Anch’essi sono ritenuti promotori e organizzatori.

Mercoledì 10 marzo saranno interrogati gli altri cinque indagati, tutti sottoposti alla misura dei domiciliari. Si tratta degli ostunesi Angelo Vincenti, 48 anni, Damiano Lanzillotti, 44 anni, Antonio Andriola, 51 anni, e del 58enne Martino Ancona, residente a Milano. Le indagini sono state coordinate dal pm Pierpaolo Montinaro. 

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