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Un momento della conferenza stampa della Polmare

Un momento della conferenza stampa della Polmare

Furto di gasolio dai camion dell’impresa, in 12 sotto processo

Citazione diretta a giudizio dopo l'inchiesta Diesel della Polmare: tra gli imputati, diversi dipendenti della società Ecologica di Roma, titolare dell'appalto sulla movimentazione del carbone della centrale Enel. Danno per un milione e mezzo di euro, indagini dopo la denuncia della società

BRINDISI – Dodici brindisini sono imputati per furto aggravato di gasolio ai danni della società Ecologica di Roma, titolare dell’appalto sulla movimentazione del carbone della centrale Enel. In elenco ci sono diversi dipendenti della stessa spa, riconosciuta parte lesa che come tale potrà costituirsi in giudizio a fronte di un danno stimato per un milione e mezzo di euro.

Operazione Diesel-2

Il processo scaturisce dalla citazione diretta a giudizio del pubblico ministero Francesco Carluccio, a conclusione dell’inchiesta chiamata Diesel, delegata agli agenti della Polmare diretti dal vice questore Mario Marcone, dopo la denuncia su “ammanchi di gasolio” dai mezzi aziendali presentata dai vertici della stessa Ecologica.

Gli imputati, rimasti a piede libero a fronte della richiesta di arresto del pm, sono:  Luigi Balsamo, 47 anni, di Brindisi; Pierino Giglio, 53, di Brindisi; Antonio Leo, 38, di Tuturano; Mauro Filippo, 45, di Tuturano; Vincenzo Mauro, 42, di Tuturano; Michele Morciano, 40, di Tuturano; Luigi Nubile, 64, di San Donaci; Luciano Pagano, 42, di Brindisi; Luca Pisani, 44, di Brindisi;  Marcellino Sammarco, 58, di Brindisi; Paride Spalanzino, 60, di Brindisi; Antonio Zaccaria, 62, di Mesagne. 

Per alcuni degli imputati gli avvocati Giuseppe Guastella, Danilo Di Serio, Alessandro Gueli e Manuela Greco hanno depositato istanza di patteggiamento con pena sospesa. Le indagini sono partite fra i mesi di marzo e aprile del 2015, quando i rappresentati della società Ecologica si recarono presso la sede della Polizia di Frontiera per denunciare una serie di “sparizioni di carburante”. La spiegazione arrivò dopo che vennero nascoste  diverse telecamere in alcune zone del porto e furono autorizzate le intercettazioni ambientali e telefoniche.

Operazione Diesel 4-2

Secondo l’accusa, i furti venivano consumati inserendo un  tubicino di gomma nel serbatoio in modo tale da aspirare il carburante che poi veniva riversavano nelle taniche. In alcuni casi gli agenti della Polmare sono riusciti a  fermare i dipendenti in flagranza di reato, sequestrando complessivamente 1200 litri di gasolio. Nonostante i controlli, i furti sarebbero andati avanti.

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