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Il sindaco Mimmo Consales in aula accanto al suo difensore, Massimo Manfreda. In basso l'ex commissario Bruno Pezzuto e il pm Giuseppe De Nozza

Il sindaco Mimmo Consales in aula accanto al suo difensore, Massimo Manfreda. In basso l'ex commissario Bruno Pezzuto e il pm Giuseppe De Nozza

Processo Consales - News - Equitalia: spunta un nuovo imputato

I pm chiedono il rinvio a giudizio della sorella dell'informatico a cui il sindaco, sul quale indagò la Digos, passò le quote della News. Maria Vincitorio, oggi in udienza si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Ascoltato Pezzuto, ex commissario. Il primo cittadino in aula, la difesa vuole sentire gli assessori Luperti, Lo Martire e l'ex Ecclesie

BRINDISI – Il processo in cui è imputato il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales - nato da indagini della Digos di Brindisi - potrebbe avere un’appendice : c’è un nuovo nome sul quale la Procura intende fare chiarezza ed è quello di Maria Vincitorio, sorella di Alessio, il tecnico informatico che rilevò le quote della News Sas intestate al primo cittadino alla fine del mese di maggio 2012. I pm Savina Toscani e Giuseppe De Nozza hanno chiesto il rinvio a giudizio della ragazza, a conclusioni di indagini di cui sinora nulla si sapeva, e lo hanno detto oggi al Tribunale di fronte al quale si è presentato Consales, rinunciando al Comitato portuale previsto in mattinata, prima che la ragazza si sedesse al banco dei testimoni nel processo a carico di suo fratello Alessio Vincitorio, del sindaco e di Sabino Porro, imputati in relazione ai servizi di comunicazione della News forniti al Comune di Brindisi, quando Consales era stato già eletto primo cittadino. La giovane si è avvalsa della facoltà di non rispondere, dopo aver nominato come suo difensore Carmelo Molfetta, proprio in relazione al grado di parentela con l’imputato.

Bruno Pezzuto e Luigi PerroneCitato questa mattina come teste dai pubblici ministeri, anche Bruno Pezzuto, l’ex commissario prefettizio che ha retto le sorti del Comune dopo le dimissioni di Domenico Mennitti e sino alla proclamazione di Mimmo Consales: gli è stata rivolta una sola domanda dall’avvocato Massimo Manfreda, difensore di fiducia del sindaco, per sapere se confermasse il contenuto del verbale reso il 18 luglio 2013. E, più esattamente, “il giudizio positivo in termini di affidabilità espresso sul call center e la rassegna stampa”.

La risposta: “Sì”. Quel monosillabo è bastato alla difesa che per la prossima udienza citerà in qualità di testimoni due assessori del Comune di Brindisi e un ex componente della Giunta, Pasquale Luperti e Carmela Lo Martire mai sostituiti, ed Enzo Ecclesie chiamato in prima battuta. I pm, invece, intendono ascoltare il capo di Gabinetto di Consales, Angelo Roma, dopo aver sentito il segretario generale Paola Giacovazzo e il notaio Michele Errico nelle passate udienze.

L’accusa mossa nel capo di imputazione per Consales, Porro e Alessio Vincitorio è truffa e al centro c’è appunto  la “News Sas”, ceduta il 30 maggio 2012 (dunque dopo le elezioni del 6 e del 7 maggio di quell’anno): il passaggio delle quote era atto necessario e, per la verità, anche anticipato in campagna elettorale dal candidato sindaco scelto dal Pd in nome della trasparenza, allo scopo di evitare di inciampare in una situazione di conflitto di interesse, dal momento che la sas forniva al Comune i servizi di rassegna stampa e call center. Ma Consales, per la Procura, è inciampato ugualmente in una situazione conflittuale. Il 19 giugno 2012 oltre all’ingresso a Palazzo di città di quello che sarebbe diventato il caso “CulturAmiamo”, il cartellone estivo inizialmente finito sotto la lente di ingrandimento dei pm, salvo poi la recente pronuncia della Cassazione che ha chiuso il caso penale, ci sia stata una riunione dell’esecutivo per decidere la proroga delle attività di call center e rassegna stampa alla News.

Per i pubblici ministeri, Consales, più esattamente, avrebbe “sottaciuto, sin dall’avvio del relativo iter istruttorio, agli organi del Comune di Brindisi, la situazione di conflitto di interesse in cui versava” e in tal modo li avrebbe “indotti in errore” con  violazioni di disposizione di legge in materia di contratti con le Amministrazioni pubbliche. In tal modo – sostengono i pm – sono state adottate le delibere di Giunta, prima quella del 19 giugno 2012 e poi quella del 21 gennaio dell’anno successivo “alle quali partecipava lo stesso sindaco e con le quali si procedeva alla proroga dei servizi pregressi senza alcun confronto concorrenziale”.

La situazione avrebbe procurato “intenzionalmente alla News un ingiusto vantaggio patrimoniale, con pari danno per l’Ente perché rassegna stampa e call center sono stati affidati a una società che a seguito del passaggio di mano era stata “completamente depauperata dalle specifiche competenze maturate sino a quel momento nel campo giornalistico” in violazione delle norme di legge che attengono all’attività di informazione e comunicazione della Pubblica Amministrazione. Circostanza questa di cui sarebbe stato a conoscenza il socio storico di Consales, Sabino Porro, giornalista brindisino, da qualche tempo residente a Durres, in Albania.

Il pm Giuseppe De NozzaI pm hanno acquisito le fatture arrivate al Comune dalla News, tra le quali anche quelle con la vecchia intestazione di News sas di Consales Mimmo, nonostante il trasferimento delle quote, e i mandati di pagamento autorizzati dalla struttura pubblica. Oggi in udienza sono stati acquisiti i verbali delle sommarie informazioni rese da Carmen Vesco, Paolo Arbore, Marcello Buscicchio, Anna Garagozzo, Onofrio Filippo Taveri, Maurizio Ingrosso e Cosimo Carbonara.

In questo troncone c’è Paola Baldassare, ex vice sindaco di Consales,  come unica parte civile costituita, mentre l’amministrazione comunale ha rinunciato. L’altro troncone riguarda l’”esposizione debitoria della News pari a 428mila euro, 385mila verso istituti previdenziali” per il mancato versamento dei contributi dovuti per i lavoratori dipendenti, “in relazione ai quali Consales manteneva la qualità di obbligato in solido, trattandosi di esposizione maturata interamente durante il periodo di sua gestione”.

Il sindaco aveva Equitalia alle calcagna. E’ sul debito che gli inquirenti hanno zoomato arrivando a contestare la concussione al sindaco in concorso con un dirigente di Equitalia, Giuseppe Puzzovio, barese, responsabile dell’Area territoriale di Brindisi della società di riscossione: “Abusando delle loro rispettive qualità costringevano con minaccia anche implicita” tre dipendenti della sede di Brindisi di Equitalia Sud a quietanzare contra legem più rate del debito”. Modus operandi che – secondo questa impostazione – avrebbe consentito al sindaco di avere “indebite utilità consistite nell’utilizzare provviste di denaro non tracciate in violazione della normativa antiriciclaggio” e di “evitare l’attivazione della procedura di recupero coattivo del credito da parte della società creditrice”.

In particolare, “costringevano il responsabile dell’Unità operativa Incassi e Servizi al contribuente ad usare il suo conto corrente personale presso la filiale della Banca Intesa San Paolo per far emettere un assegno circolare in data 25 settembre 2012 di importo pari alla prima rata non pagata, pari a 6.600 euro, in scadenza il 28 agosto, avvalendosi di una provvista di contante consegnata da Consales a Puzzovio e da questi al dipendente”. Avrebbero tentato di fare lo stesso ad ottobre dello stesso anno e poi a giugno 2013, ma l’impiegato ha opposto rifiuto.

La coppia Consales - Puzzovio, secondo la Procura, avrebbe “costretto due addetti alla segreteria del direttore provinciale di Equitalia ad andare presso la sede dell’Agenzia di Brindisi della Banca Popolare di Bari”, della quale uno dei dipendenti era cliente: qui sarebbe stato emesso un altro assegno, di importo pari alla nuova rata del debito e cioè 1.550 euro. Il sindaco è pronto a essere sentito, l’esame dell’imputato è stato già chiesto.

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