Processo British Gas a una svolta

BRINDISI – Sarà strategica e decisiva, per l’avvio o meno della discussione finale del processo British Gas, la prossima udienza, quella del 13 gennaio 2012, quando il tribunale dovrà prima decidere se ammettere o meno le richieste formulate in data odierna dal pm Giuseppe De Nozza, dopo aver ascoltato le posizioni dei difensori, quindi ascoltare e valutare anche le eventuali richieste di difese e pm formulate ai sensi dell’articolo 507 del codice di procedura, riguardanti nuove prove acquisite dalle parti ad istruttoria dibattimentale già avviata. Breve, forse noiosa ma necessaria premessa per dire che in caso di rigetto in toto, dal 20 gennaio sarebbe possibile passare già la parola alla pubblica accusa per la requisitoria sul caso che il 12 febbraio del 2007 portò all’arresto dell’ex sindaco Giovanni Antonino, dell’agente marittimo Luca Scagliarini, di alcuni manager della British Gas Italia e al sequestro del cantiere per il rigassificatore di Brindisi Lng – controllata di Bg Italia – a Capo Bianco, porto esterno di Brindisi.

Dirigenti British Gas a Brindisi nel 2002

BRINDISI – Sarà strategica e decisiva, per l’avvio o meno della discussione finale del processo British Gas, la prossima udienza, quella del 13 gennaio 2012, quando il tribunale dovrà prima decidere se ammettere o meno le richieste formulate in data odierna dal pm Giuseppe De Nozza, dopo aver ascoltato le posizioni dei difensori, quindi ascoltare e valutare anche le eventuali richieste di difese e pm formulate ai sensi dell’articolo 507 del codice di procedura, riguardanti nuove prove acquisite dalle parti ad istruttoria dibattimentale già avviata. Breve, forse noiosa ma necessaria premessa per dire che in caso di rigetto in toto, dal 20 gennaio sarebbe possibile passare già la parola alla pubblica accusa per la requisitoria sul caso che il 12 febbraio del 2007 portò all’arresto dell’ex sindaco Giovanni Antonino, dell’agente marittimo Luca Scagliarini, di alcuni manager della British Gas Italia e al sequestro del cantiere per il rigassificatore di Brindisi Lng – controllata di Bg Italia – a Capo Bianco, porto esterno di Brindisi.

Oggi sono comparsi in aula quattro imputati: Franco Fassio ex presidente di Bg Italia, i manager Fabio Fontana e  Gianluca Rabitti (al quale si contesta la corruzione per quella finta consulenza stipulata tra la British Gas e la International Shipping  Service Energy intestata a Elide Ricci, suocera di Luca Scagliarini, allora legatissimo ad Antonino, e a Maria Teresa Scatigna, prima moglie di Antonino), e l’ex responsabile dei servizi tecnici dell’Autorità Portuale, Donato Caiulo. Tutti è quattro hanno rifiutato di sottoporsi all’esame del pm, quindi è stata chiesta dall’ufficio della pubblica accusa l’acquisizione dei verbali degli interrogatori resi nelle varie fasi dell’indagine. Gli stessi imputati hanno reso invece spontanee dichiarazioni respingendo gli addebiti, nella circostanza soprattutto quello della corruzione.

Per Caiulo, difeso dall’avvocato Rosario Almiento, Il pubblico ministero ha nello specifico richiesto l’acquisizione agli atti del processo sia del verbale delle spontanee dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria in qualità di persona informata sui fatti, quindi senza la presenza del difensore, sia quelli di un successivo interrogatorio con l’assistenza del proprio avvocato. Nella prima circostanza risulta a verbale che Caiulo avrebbe emesso un parere favorevole al rigassificatore su sollecitazione di Antonino, e utilizzando uno studio fornito dalla società consulente di Brindisi Lng, la D’Appolonia, presentandolo come documento dell’Authority, nel secondo interrogatorio invece il professionista precisò di non aver ricevuto pressioni dal sindaco pro tempore e di aver redatto la relazione solo valutando la varia documentazione necessaria.

Altra richiesta del pm, quella dell’acquisizione di un pronunciamento della Corte dei Conti circa la differenza tra la somma versata all’Autorità Portuale da Brindisi Lng – British Gas per gli oneri concessori relativi all’area demaniale occupata per la colmata di Capo Bianco, e quella che invece avrebbe dovuto versare: si tratta di alcuni milioni di euro. Infine, la pubblica accusa ha chiesto anche l’acquisizione di una serie di intercettazioni telefoniche relative però al processo per la Tangentopoli brindisina andato nei giorni scorsi in giudicato, e del contratto di consulenza tra la British Gas e la società ISS facente capo di fatto a Luca Scagliarini, difeso da Ernestina Sicilia. Proprio i pagamenti delle consulenze sono l’elemento che ha condotto alle accuse di corruzione nei confronti dell’ex sindaco e dell’agente marittimo.

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Se il tribunale ammetterà tutte le richieste, il processo (soprattutto a causa delle perizie per le trascrizioni) durerebbe ancora qualche mese. In caso di rigetto di ogni richiesta delle parti, come già detto già a fine gennaio si entrerà nella fase conclusiva.

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