Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Processo Consales: l’ex sindaco condannato a un anno e mezzo

Sentenza su News ed Equitalia, pena sospesa. Il pm chiedeva 6 anni e 10 mesi: il Tribunale afferma l'abuso d'ufficio e lo assolve da truffa e concussione. Rigettata la richiesta danni della parte civile Baldassarre. Assolti Puzzovio e l'ex socio giornalista Porro perché il fatto non sussiste, condannato Vincitorio a un anno e un mese. Disposta la trasmissione degli atti al pm anche per i dipendenti di Equitalia

BRINDISI – La prima verità processuale sulle vicende News ed Equitalia contestate all’ex sindaco di Brindisi coincide solo in minima parte con quanto sostenuto dalla Procura: Mimmo Consales è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, in relazione all’accusa di abuso in atti d’ufficio, mentre è stato assolto da quelle di truffa aggravata ai danni del Comune, e concussione “perché il fatto non sussiste” con analoga conclusione per i coimputati. Cade, quindi, l'impianto accusatorio.

Il pm Giuseppe De NozzaIl Tribunale ha pronunciato sentenza attorno alle 20 di oggi, 17 marzo 2017, a carico dell’ex primo cittadino eletto a capo di una coalizione di centrosinistra con il Pd, per il quale il pubblico ministero Giuseppe De Nozza aveva invocato sei anni e dieci mesi senza il riconoscimento delle attenuanti generiche. E’ lo stesso pm che ha chiesto un altro processo per corruzione a carico di Consales, a conclusione dell’inchiesta bis, che gli costò gli arresti domiciliari, scaturita dal filone sul pagamento delle rate del debito.

Affermazione di colpevolezza solo per Alessio Vincitorio, tecnico informatico nipote di Porro, condannato a un anno e un mese di reclusione, pena sospesa (a fronte della richiesta di un anno e quattro mesi). Assoluzione  per l’ex socio, Sabino Porro, giornalista, ora residente in Albania, per il quale il pm aveva chiesto un anno e sette mesi; assoluzione anche per Giuseppe Puzzovio, all’epoca direttore della filiale di Brindisi di Equitalia, per il quale pm aveva chiesto sei anni e otto mesi per concussione. In entrambi i casi il fatto non sussiste. Vincitorio e Porro sono difesi dall’avvocato Carmelo Molfetta (nella foto in basso).

La sentenza è stata emessa dal Tribunale presieduto da Gienantonio Chiarelli (a latere Domenico Cacucci e Barbara Nestore), dopo una lunga camera di consiglio. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni. Disposta la trasmissione degli atti al pm “perché proceda a carico di Consales, Puzzovio” e dei tre dipendenti di Equitalia, Leonardo Cofano, Angelo Bortolotti e Alfredo Longo  per il reato di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 231 del 2007 per la violazione dell’obbligo di tracciabilità. I tre dipendenti  erano stati citati dal pm come testimoni. 

Il vecchio primo cittadino, nel frattempo tornato a svolgere la sua professione di giornalista, ha voluto essere presente in aula, accanto al suo difensore di fiducia, Massimo Manfreda, come ha sempre fatto nel corso delle udienze iniziate due anni e quattro mesi fa nel corso delle quali ha rivendicato la propria innocenza spiegando di aver agito sempre in buona fede. Parte civile, unica, nel processo è Paola Baldassarre, all’epoca vice sindaco di Consales, rappresentata in giudizio dall’avvocato Francesco Vergine: il Tribunale ha rigettato la domanda di risarcimento danni. Non si è invece costituto il Comune di Brindisi che pure era stato indicato parte offesa.

La Procura, a questo punto, potrebbe appellare la sentenza avendo sempre sostenuto che quell’interesse privato in capo al sindaco ci sia stato e lo ha “individuato nel fatto che solo qualche giorno dopo essersi spogliato della proprietà della News, gestendo la quale aveva generato debiti per 428mila euro di cui 385mila verso il Fisco, in relazione ai quali manteneva la posizione di coobligato solidale, a quella stessa società affidava i servizi di call center e rassegna stampa, concorrendo in due delibere di giunta. Se non avesse partecipato, ora forse sarebbe ancora sindaco”. La cessione delle quote è stata definita “fittizia” in favore di Vincitorio, nel maggio 2012, nel corso della requisitoria perché “Consales aveva in uso un’auto intestata alla News la cui quota di ammortamento era inserita nel bilancio della società, l’utenza telefonica i cui costi erano scaricati su conto corrente della News e alla data “del 7 febbraio 20134, giorno della perquisizione, aveva mantenuto la sede dell’ufficio presso la News”.

Carmelo MolfettaA parere del pm, inoltre,  Consales e Porro avrebbero posto in essere “un tentativo di depistare le indagini nel marzo 2013, quando venne consegnata la lettera manoscritta da Consales, datata 20 gennaio 2012”. La missiva sarebbe falsa nella data e nei contenuti essendo “un espediente concepito con Porro finalizzato a traslare su quest’ultimo un’eventuale responsabilità del mancato trasferimento dell’auto e del telefono”. Provata, quindi, secondo il rappresentante della pubblica accusa la “intenzionalità dell’agire” perché “in una situazione del genere, nessun’altra persona si sarebbe seduta in Giunta, ma Consales lo faceva”.

La spiegazione? Per il pm è la seguente: “La News continuava a essere sua”. De Nozza ha anche ricordato che una multa, a settembre 2012, ricevuta da Consales, venne pagata dalla News. In quel periodo era già sindaco. La srl era schiacciata da debiti enormi, partecipando a due delibere mandava un messaggio chiaro e cioè che era pronto a mettere in discussione anche il suo recente ruolo politico amministrativo pur di blindare quei servizi che erano vitali per la società. Un contratto da 1.500 euro annui era una boccata d’ossigeno”. Non c’era, secondo questa impostazione, alcuna “prospettiva di continuità aziendale”. E della situazione economico-finanziaria sapevano sia Consales che Porro, quest’ultimo non è mai stato presente al dibattimento e non si è sottoposto all’esame ma questo non è stato da ostacolo all'assoluzione, invocata dall'avvocato Molfetta.

Vincitorio è stato definito “una semplice testa di legno o uomo di paglia, nient’altro che un prestanome” il quale tra l’altro non aveva “titoli ed esperienza nel settore della comunicazioni, essendosi occupato solo della manutenzione dei computer per la società dello zio, Sabino Porro . Era un tecnico informatico che non aveva conseguito il diploma: si era fermato al quarto anno”. Il Comune, quindi, secondo questa tesi sarebbe stato indotto in errore e avrebbe subito un danno che però il Tribunale non ha riconosciuto e bisogna aspettare le motivazioni per capirne le ragioni, visto che l'abuso in atti d'ufficio è stato affermato. Mentre la cessione della News è stata considerata dal pm “a termine” nel senso che “terminata la carriera politica, Consales sarebbe tornato a fare il giornalista con la sua creatura, ossia la società”. Dalla ricostruzione dei debiti sono venuti a galla i pagamenti dei rati alla base del filone Equitalia, dapprima con la scoperta di un assegno circolare da 6.600 euro versato non da Consales o da un parente ma da “Bartolotti, dipendente della sede di Brindisi di Equitalia”.

Poi venne scoperto un altro assegno emesso su richiesta di Longo, altro dipendente, e successivamente accertati ratei di debito “pagati da Consales ricorrendo a una provvista di quasi 30mila euro (29.223)”. La domanda da dove provenisse quella somma ha dato il via all’altra inchiesta che il 6 febbraio 2016 portò Consales ai domiciliari, con conseguente dimissione in blocco dei consiglieri e scioglimento dell’Amministrazione: in questo troncone è accusato di corruzione assieme a Luca Screti, ex amministratore unico della Nubile, società a cui il Comune appaltò l’impianto di Cdr per rifiuti. L’udienza preliminare è prevista per martedì prossimo, salvo rinvii.Quanto alla concussione, lo stesso pm ha ammesso che punto oscuro del processo è "l'interesse di Puzzovio che in questa vicenda ha rischiato la carriera". Non di concussione si tratta a giudizio del Tribunale.

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