Cronaca

Processo Enel, periti difesa: "Fatto il necessario per evitare dispersioni"

Secondo i periti nominati dall'Enel, "sono stati fatti tutti gli interventi per evitare qualsiasi forma di dispersione di polveri di carbone". E' quanto emerso nel corso di una nuova udienza del processo sulle dispersioni di carbone dal nastro trasportatore della centrale Federico II, che vede imputati 13 dirigenti Enele e due imprenditori locali

BRINDISI – Secondo i periti nominati dall’Enel, “sono stati fatti tutti gli interventi per evitare qualsiasi forma di dispersione di polveri di carbone”. E’ quanto emerso nel corso di una nuova udienza del processo sulle dispersioni di carbone dal nastro trasportatore della centrale Federico II, che vede imputati 13 dirigenti Enele e due imprenditori locali.

I consulenti della difesa ascoltati nella giornata di oggi (6 luglio) sono: Giuseppe Mammolini, fisico, Pierluigi Giacomello, chimico, e l'ex rettore dell'Universita' del Salento, Domenico Laforgia, ingegnere ed esperto di energia e ambiente. Questi hanno fornito dati sulla composizione del carbone e analizzati, dinanzi al giudice monocratico Francesco Cacucci anche gli agenti atmosferici, in particolare il vento, in relazione alle contromisure predisposte da Enel per evitare dispersioni, tra cui una collina alta tredici metri, l'utilizzo di filmanti e dei fog cannon.

I fatti contestati dal pm Giuseppe De Nozza si riferiscono agli anni 2009 e 2010: le indagini furono condotte dalla Digos di Brindisi. Il processo e' iniziato nel dicembre 2012. Le accuse sono di danneggiamento e getto pericoloso di cose per presunti episodi di diffusione di minerale sui campi agricoli vicino alla centrale.

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