Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Processo News: in aula da testi il segretario comunale e il notaio Errico

La domanda è una ed è al centro del processo in cui è imputato il primo cittadino di Brindisi, Mimmo Consales: come mai nessuno dei dirigenti a palazzo di città ha ravvisato un conflitto di interesse quando vennero prorogati i servizi di call center e rassegna stampa alla società che fino a poco tempo prima era del sindaco?

BRINDISI – La domanda è una ed è al centro del processo in cui è imputato il primo cittadino di Brindisi, Mimmo Consales: come mai nessuno dei dirigenti a palazzo di città ha ravvisato un conflitto di interesse quando vennero prorogati i servizi di call center e rassegna stampa alla società che fino a poco tempo prima era del sindaco? Più esattamente come mai il Comune a giugno 2012 e a gennaio 2013 ha continuato i rapporti con la News Sas, le cui quote erano intestate al giornalista fino a qualche giorno prima delle elezioni amministrative?

I testimoni. Questa mattina (15 maggio) i pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Savina Toscani hanno rivolto l’interrogativo legato al capo di imputazione, al segretario generale di palazzo di città, allora come oggi Paola Giacovazzo, citata in qualità di testimone a ricostruire la storia dal punto di vista amministrativo. E l’alto funzionario ha consegnato i suoi ricordi di quel periodo facendo riferimento agli atti adottati dalla giunta e alle disposizioni di legge in materia.

Questioni molto tecniche di fronte alle quali il difensore del primo cittadino, Massimo Manfreda, ha chiesto l’acquisizione del verbale in modo da poter leggere e studiare il tutto nell’interesse del suo assistito. Che era presente in Tribunale, così come aveva fatto in occasione dell’ascolto di Paola Baldassare, il suo ex vice sindaco, l’unica parte civile costituita. Perché il Comune di Brindisi non è presente nel processo incardinato davanti al collegio presieduto da Gienantonio Chiarelli.

Più rapida la testimonianza resa dal notaio Michele Errico, nel cui studio è stata ufficializzata la staffetta per la titolarità delle quote della società, passate da Mimmo Consales ad Alessio Vincitorio: i pm hanno chiesto da chi fosse stato contattato. Difficile però ricordare a distanza di anni chi telefona in segreteria – e non certo direttamente al notaio - per prendere un appuntamento.

Questa mattina è stato sentito anche il consulente contabile della News, il dottor Cassano di Bari, a proposito della situazione economico-finanziaria della società in accomandita semplice da cui è emersa una posizione debitoria nei confronti di Equitalia, circostanza attorno alla quale è stato imbastito l’altro capo di imputazione.

La truffa. Il sindaco, infatti, deve difendersi innanzitutto dall’accusa di truffa in relazione alla sua vecchia società di comunicazione, la “News Sas”, ceduta il 30 maggio 2012 (dunque dopo le elezioni del 6 e del 7 maggio di quell’anno): il passaggio avvenne  da Mimmo Consales a un tecnico informatico, Alessio Vincitorio, 38 anni, brindisino con “pregresse esperienze di fotoreporter”, anche lui imputato assieme all’ex socio, nonché giornalista, Sabino Porro, entrambi difesi dall’avvocato Carmelo Molfetta.

Consales Il passaggio di mano era atto necessario e per la verità anche anticipato in campagna elettorale dal candidato sindaco scelto dal Pd in nome della trasparenza, allo scopo di evitare di inciampare in una situazione di conflitto di interesse dal momento che la News Sas forniva al Comune i servizi di rassegna stampa e call center. Ma Consales, per la Procura e per la Digos, che ha condotto le indagini, è inciampato ugualmente con tanto di conseguenze sul piano penale visto che è stato rinviato al giudizio del Tribunale.

La coincidenza vuole che il 19 giugno 2012 oltre all’ingresso a palazzo di città di quello che sarebbe diventato il caso “CulturAmiamo”, il cartellone estivo inizialmente finito sotto la lente di ingrandimento dei pm, salvo poi la recente pronuncia della Cassazione, ci sia stata una riunione dell’esecutivo per decidere la proroga delle attività di call center e rassegna stampa alla News. Alla riunione era presente lo stesso sindaco che per questo è accusato di truffa.

Consales, più esattamente, avrebbe “sottaciuto, sin dall’avvio del relativo iter istruttorio, agli organi del Comune di Brindisi, la situazione di conflitto di interesse in cui versava” e in tal modo li avrebbe “indotti in errore” con  violazioni di disposizione di legge in materia di contratti con le Amministrazioni pubbliche. In tal modo – sostengono i pm – sono state adottate le delibere di giunta, prima quella del 19 giugno 2012 e poi quella del 21 gennaio dell’anno successivo “alle quali partecipava lo stesso sindaco e con le quali si procedeva alla proroga dei servizi pregressi senza alcun confronto concorrenziale”.

La situazione avrebbe procurato “intenzionalmente alla News un ingiusto vantaggio patrimoniale, con pari danno per l’Ente perché rassegna stampa e call center sono stati affidati a una società che a seguito del passaggio di mano era stata “completamente depauperata dalle specifiche competenze maturate sino a quel momento nel campo giornalistico” in violazione delle norme di legge che attengono all’attività di informazione e comunicazione della Pubblica Amministrazione. Circostanza questa di cui sarebbe stato a conoscenza il socio storico di Consales, Sabino Porro, giornalista brindisino, da qualche tempo residente a Durres, in Albania.

I pm hanno acquisito le fatture arrivate al Comune dalla News, tra le quali anche quelle con la vecchia intestazione di News Sas di Consales Mimmo, nonostante il trasferimento delle quote, e i mandati di pagamento autorizzati dalla struttura pubblica. Prima ancora che arrivasse la Procura, il caso era stato sollevato dai consiglieri comunali Roberto Fusco, Giovanni Brigante e Riccardo Rossi, come racconta l’interrogazione firmata dai tre. A cui Consales rispose a stretto giro: “Riscontro con poca sorpresa la nota degli ex candidati sindaco”, scrisse. “Si occupano di piccoli e insignificanti particolari della vita amministrativa senza proferire parola sui disastri con cui noi siano chiamati a lottare ogni giorno”.

Fusco e gli altri puntarono i piedi: “Contraddice quanto affermato dal sindaco in campagna elettorale sulla necessità di trasparenza e legalità nei comportamenti della Pubblica amministrazione che deve portare alla definizione di bandi pubblici per l’affidamento di servizi e appalti per il Comune di Brindisi”, dissero. “E’ particolarmente significativo che tale modus operandi venga contraddetto per un affidamento proprio alla News Sas di cui il sindaco sino a poco tempo fa era socio. Riteniamo che la proroga doveva essere concessa al più per un mese per consentire l’indizione di un bando, chiediamo la revoca di quella decisione”.

Il debito e la concussione. Studiando la documentazione relativa al trasferimento di proprietà delle quote della News, i pm hanno appurato che la società aveva un’”esposizione debitoria complessiva di 428mila euro, 385mila verso istituti previdenziali” per il mancato versamento dei contributi dovuti per i lavoratori dipendenti, “in relazione ai quali Consales manteneva la qualità di obbligato in solido, trattandosi di esposizione maturata interamente durante il periodo di sua gestione”.

Il sindaco aveva Equitalia alle calcagna. De Nozza e Toscani hanno anche scoperto che il sindaco avrebbe continuato a usare l’auto, una Ford Kuga, intestata alla News, nonché i locali. E avrebbe, inoltre, fatto addebitare il costo della bolletta telefonica relativa all’utenza rimasta in uso sul conto della società sino al mese di luglio 2013. E’ sul debito che gli inquirenti hanno zoomato arrivando a contestare la concussione al sindaco in concorso con un dirigente di Equitalia, Giuseppe Puzzovio, barese, responsabile dell’Area territoriale di Brindisi della società di riscossione: “Abusando delle loro rispettive qualità costringevano con minaccia anche implicita” tre dipendenti della sede di Brindisi di Equitalia Sud a quietanzare contra legem più rate del debito”.

Modus operandi che – secondo questa impostazione – avrebbe consentito al sindaco di avere “indebite utilità consistite nell’utilizzare provviste di denaro non tracciate in violazione della normativa antiriciclaggio” e di “evitare l’attivazione della procedura di recupero coattivo del credito da parte della società creditrice”.

Gli assegni. In particolare, “costringevano il responsabile dell’Unità operativa Incassi e Servizi al contribuente ad usare il suo conto corrente personale presso la filiale della Banca Intesa San Paolo per far emettere un assegno circolare in data 25 settembre 2012 di importo pari alla prima rata non pagata, pari a 6.600 euro, in scadenza il 28 agosto, avvalendosi di una provvista di contante consegnata da Consales a Puzzovio e da questi al dipendente”.

Avrebbero tentato di fare lo stesso ad ottobre dello stesso anno e poi a giugno 2013, ma l’impiegato ha opposto rifiuto. In queste occasioni il commercialista e consulente della società Nubile srl, Massimo Vergara, avrebbe dovuto fare da tramite: il professionista, originario di Lecce, è fuori dall’inchiesta dopo l’iniziale inserimento. All’orizzonte c’è una richiesta di archiviazione.

Il pm Savina ToscaniLa coppia Consales - Puzzovio, secondo la Procura, avrebbe “costretto due addetti alla segreteria del direttore provinciale di Equitalia ad andare presso la sede dell’Agenzia di Brindisi della Banca Popolare di Bari”, della quale uno dei dipendenti era cliente: qui sarebbe stato emesso un altro assegno, datato 28 febbraio 2013, di importo pari alla nuova rata del debito e cioè 1.550 euro. Il titolo sarebbe stato versato personalmente da Consales il successivo primo marzo, “avvalendosi di denaro consegnato per il tramite del suo segretario

Consales stamattina è apparso sereno, anche quando il confronto tra il pm Toscani e l’avvocato Manfreda è diventato incalzante sul contenuto di alcuni atti amministrativi, acquisiti al fascicolo. E sereno ha lasciato il palazzo di giustizia per correre nell’altro palazzo, quello di città, dove è attesa la riunione dei revisori dei conti, chiamati a redigere il parere sul conto consuntivo del 2014 che oggi avrebbe dovuto essere presentato in Consiglio comunale.

Ma, come si sa, la seduta è stata annullata proprio perché la pronuncia dell’Organo di controllo interno non era arrivata, costringendo al dietrofront e lasciando il punto interrogativo non solo sul conto consuntivo ma sulle stesse sorti del Consiglio che rischia lo scioglimento nel caso in cui non si dovesse fare in tempo a tornare in aula entro il 29 maggio prossimo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Processo News: in aula da testi il segretario comunale e il notaio Errico

BrindisiReport è in caricamento