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Dopo i saccheggi, Il Comune punta al recupero di Masseria Villanova.

Ma ma si spera che provveda anche a non abbandonare l’immobile a se stesso, garantendone la sorveglianza

BRINDISI – Il Comune di Brindisi vuole riparare i danni arrecati a Masseria Villanova da ladri e vandali, appena dopo gli interventi di restauro completati nel dicembre 2015. A tale scopo i servizi tecnici dell’amministrazione civica hanno predisposto un progetto che richiederà, per l’attuazione, una spesa di circa 150mila euro. La gestione commissariale straordinaria ha pensato di ricavare tale somma dai residui dell’originario stanziamento per l’ampliamento del PalaPentassuglia, operazione rinviata al 2018 con altri fondi, ma per fare ciò ha bisogno dell’autorizzazione della Cassa Depositi e Prestiti, che aveva erogato quel mutuo finalizzandolo ai lavori per il palazzetto dello sport.

Ora si è in attesa di riscontro, per poter procedere alla gara. La masseria Villanova è destinata a fare da centro visite, anche didattiche, del parco Regionale delle Saline di Punta della Contessa, la risposta della natura all’inquinamento causato nell’area dai fanghi del petrolchimico, che hanno reso urgente e obbligatoria la messa in sicurezza della discarica nota come Micorosa, uno degli stagni della zona umida che racchiude, in uno scenario lunare, circa un milione e mezzo di veleni. La masseria, come documentato in un servizio di BrindisiReport, dopo il restauro restò priva di vigilanza, e fu letteralmente saccheggiata.

Il saccheggio nel parco dimenticato

Quindi si punta a ridarle vita per la terza volta (contando anche la sua lontana edificazione) ma si spera che il Comune provveda anche a non abbandonare l’immobile a se stesso, garantendone la sorveglianza. Operazione possibile se il Parco delle Saline, la cui governance si riduce ad un solo funzionario del Comune, avrà un ente di gestione vero e proprio, che a sua volta possa risolvere il problema. Da tempo Legambiente preme con la proposta di creare un soggetto che si occupi di tutte le aree protette che ricadono nel territorio del Comune di Brindisi. Perché non valutare adesso la possibilità di uno scenario di questo tipo, alla luce dei risultati turistici ed economici ottenuti sia nell’Area marina protetta e Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, e nel Parco regionale delle Dune costiere da Torre Canne a Torre S. Leonardo dalle forme di gestione vigenti?

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