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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Il Patri è l'unico collettore anti-allagamenti: ma va potenziata la portata finale

Ho letto con interesse l'articolo di Carmine Dipietrangelo relativo ai problemi che insorgono nel momento in cui il nostro territorio come il resto del Paese è devastato da violente precipitazioni. Leggendo nell'articolo le parole ''l'acqua si cerca così i propri corsi'', mi sono ritornate in mente le parole del mio professore di idraulica

Ho letto con interesse l’articolo di Carmine Dipietrangelo relativo ai problemi che insorgono nel momento in cui il nostro territorio come il resto del Paese è devastato da violente precipitazioni. Leggendo nell’articolo le parole ‘’l'acqua si cerca così i propri corsi’’, mi sono ritornate in mente le parole del mio professore di idraulica. Alla prima lezione ci chiese chi fosse il miglior professore di idraulica del mondo. Al nostro silenzio, rispose: “L’acqua, è l’unica che sa sempre dove va”.

L’idraulica è una materia semplice per le sue leggi, alcune di esse antichissime, quasi tutte empiriche ma è davvero complicata da gestire e da indagare. Spesso, non esistono ricette per risolvere i problemi idraulici, ma occorre osservare e provare a risolvere per tentativi. Le variabili in campo sono molteplici. La sensibilità dei tecnici ed il loro intuito (chiamiamola ‘’capacità di immedesimarsi con l’acqua’’), possono essere risolutivi.

Via Tor Pisana allagata-2Lungi da me voler dare soluzioni, né tanto meno fare il professore del senno di poi, sport assai diffuso. Colgo solo l’occasione per dare un piccolo contributo venuto dall’esperienza in alcune realizzazioni. E’ evidente che i fenomeni metereologici negli ultimi tempi sono cambiati. E’ altrettanto evidente che negli anni si è costruito trascurando gli effetti che le nuove costruzioni possono creare in campo idrogeologico.

La combinazione delle due cose ha messo in crisi i modelli di calcolo previsionali con cui sono state dimensionate le opere esistenti ed ha messo in evidenza alcune pecche nella mancata prevenzione di rischi e nella non corretta manutenzione delle opere. In particolare, mi riferisco ad alcune delle zone della città che maggiormente vengono colpite da allagamento con le forti piogge: la foce del canale Patri e Via Tor Pisana (Nella foto: via Tor Pisana allagata).

Come messo in evidenza da Carmine Dipietrangelo, la ferrovia costituisce uno sbarramento al defluire delle acque di pioggia verso il mare. La via Tor Pisana parallela al tracciato ferroviario, lato monte, è il punto di accumulo di acque proveniente da una vasta area fortemente urbanizzata. Un compluvio. Nei lavori di realizzazione del prolungamento del sottopassaggio ferroviario (anch’esso soggetto ad allagamenti per tracimazione dalla strada) si è rinvenuta la presenza di un vecchio cunicolo di collettamento delle acque di superficie.

Interrogando colleghi ed esperti con memoria più lunga della mia, ho potuto sapere che questo cunicolo collettava acque dalla zona di Restinco e dopo aver percorso la Via Appia versava nel porto passando sotto Corso Umberto. La costruzione della stazione ferroviaria ha sbarrato tale cunicolo. All’epoca gli ingegneri, consapevoli di ergere una diga al percorso dell’acqua, realizzarono una condotta allo scopo di collettare le acque provenienti da monte e immetterle su corso Umberto (un by pass).

rotatoria via tor pisana allagata-2Ma la condotta era stata dimensionata per le condizioni al contorno dell’epoca ed oggi non è più adeguata. Sostituirla con una di maggiori dimensioni è praticamente impossibile, data la mancanza di spazi, a meno di pensare di buttar giù parte della stazione. L’unica linea di smaltimento sostenibile per i relativi costi è quella che da via Tor Pisana sfocia nel Canale Patri, aggravando però il carico idraulico di quest’ultimo.

Esiste una linea di deflusso da Via Tor Pisana al canale Patri, ma evidentemente insufficiente anche questa. La foce del canale oggi costituisce un vero e proprio imbuto, la cui sistemazione costituirebbe una boccata di ossigeno per il carico idraulico di tutte le aree confluenti in esso. Lasciando perdere gli errori commessi in passato, che fa bene ricordare solo per memoria storica e per una maggiore accortezza futura, per risolvere un po’ di problemi occorre intervenire urgentemente aumentando la capacità di deflusso del canale (Nella foto: via Tor Pisana, la rotatoria).

L'area critica del Patri-2Negli ultimi anni, alla foce di quest’ultimo, sono state realizzate delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico, ma per la concomitanza dei due fattori summenzionati (aumento cementificazione e aumento intensità piogge) la loro efficacia risulta molto bassa. Solleticato dall’articolo ho preso visione dell’area con Google Earth. Parallelo al canale, per un tratto, c’è il tracciato della ferrovia di collegamento alla stazione marittima. Mi chiedo e chiedo ai colleghi più esperti in materia se questo possa essere utilizzabile per aumentare la capacità di deflusso del canale verso mare.

Visto che ormai è in disuso, il tracciato della ferrovia potrebbe essere utilizzato per opere idrauliche, canali o condotte che possano aumentare le portate di scarico. E’ solo una idea, buttata lì senza una seria verifica, ma spero che questo intervento possa essere spunto e stimolo per riflessioni tecniche più adeguate. Sappiamo che oggi le amministrazioni, come tutti, non godono di salute economica e far fronte alle emergenze senza mezzi non è facile. Servono idee e collaborazione. Penso che chi ritenga di poter offrire un contributo è bene che lo metta a disposizione di tutti. Paolo Perrino - ingegnere

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