Cronaca Viale Commenda

Biblioteca, la protesta degli studenti: "Noi abbandonati dalle istituzioni"

Un sit in di protesta contro la mancata riapertura della biblioteca provinciale dopo il cortocircuito di novembre si è svolto nel pomeriggio

BRINDISI – “La chiusura della biblioteca non è solo la chiusura di una struttura culturale, ma la morte di un’intera città”. Queste le parole pronunciate da uno degli studenti intervenuti nel corso del sit in di protesta contro la mancata riapertura della biblioteca provinciale di viale Commenda, a seguito di un principio di incendio causato dal cortocircuito di una lampada verificatosi lo scorso 23 novembre. E’ in effetti inaccettabile che l’unico punto di ritrovo culturale della città resti chiuso per così tante settimane (sono passati quasi tre mesi da quel fatidico pomeriggio) per un banalissimo problema all’impianto elettrico.

Perché Provincia e Regione non hanno fatto nulla per riparare il danno? Perché le istituzioni, anche a livello comunale, mostrano indifferenza nei confronti di una struttura che era frequentata quotidianamente da decine di studenti? Se lo chiedono gli studenti liceali, i rappresentanti dell’Uds (Unione degli studenti) e i dipendenti della biblioteca, che oggi (15 febbraio) si sono riuniti all’esterno dell’edificio, insieme agli esponenti dei movimenti Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi, oltre al sindacato Cobas.

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Sebbene la gestione della biblioteca sia al centro di un rimpallo di responsabilità fra la Provincia di Brindisi e la Regione (questione affrontata dall’associazione “Left Brindisi” attraverso una dettagliata nota sulle vicissitudini della biblioteca), i manifestanti hanno chiamato in causa anche l’amministrazione comunale.  “La sindaca Carluccio non c’è”, afferma nel corso del suo intervento il coordinatore provinciale di Uds Brindisi, Gianmarco Palumbo. “Abbiamo a che fare con una maggioranza sorda – prosegue Palumbo – alle nostre istanze, che fa solo la guerra per le poltrone”.

Palumbo ricorda che Angela Carluccio fu l’unico fra i candidati sindaco a disertare un incontro organizzato dall’Uds proprio presso la biblioteca provinciale, poche settimane prima delle elezioni di giugno. All’amministrazione comunale, in particolare, si rinfaccia di non essersi attivata per mettere a disposizione degli studenti un luogo alternativo di incontro, in attesa del ripristino della biblioteca. “Ora – dichiara Giordana Spina, studentessa del liceo classico Benedetto Marzolla - non abbiamo un luogo in cui riunirci e poterci confrontare, in una città che per la cultura non spende più di tanto”.

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LA VIDEO INTERVISTA A DUE STUDENTI DEL LICEO CLASSICO MARZOLLA

Fra gli studenti serpeggia un forte senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni. “L’impressione – afferma Alessandro Fusaro, anche lui studente del liceo classico Marzolla - è che questo del guasto elettrico sia stato preso come espediente per chiudere definitivamente la biblioteca senza dare ulteriori spiegazioni. Altrimenti non si spiega come mai ci vogliano così tanti mesi per risolvere semplice problema, senza avere alcun chiarimento neanche riguardo alla riapertura”.

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La speranza, come rimarcato anche da una delle dipendenti della biblioteca, Evy Galiano, è che la matassa possa sbrogliarsi venerdì prossimo (17 febbraio) quando l’osservatorio regionale si riunirà per arrivare alla firma di una convenzione fra Provincia e Regione. “Speriamo che dopo questo incontro – afferma Evy Galiano – tutto vada a posto”.

I Giovani democratici di Brindisi, intanto, annunciano di aver allestito un’aula studio all’interno della loro sede, in via Osanna 61, al primo piano. “Ispirandosi al diritto di associazione e al diritto allo studio – si legge in una nota dei Gd - l’aula studio nasce dalla necessità dei giovani brindisini di avere a disposizione un luogo per potersi riunire in orario pomeridiano. La struttura sarà a disposizione il martedì e giovedì dalle 16:00 alle 20:00 e su richiesta degli utilizzatori potrà essere effettuata l’apertura i giorni ed orari differenti”.

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