Cronaca

Rapine e assalti bancomat, i sindacati: "Inutili le contromisure delle banche"

I sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin della provincia di Brindisi concordi nel denunciare l’aumento del rischio legato alle rapine e l’insufficienza delle contromisure adottate dagli istituti di credito, e rinnovano l’appello contenuto in una lettera al prefetto inviato all’inizio del 2015

Polizia sul luogo di una rapina in banca

BRINDISI – I sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin della provincia di Brindisi concordi nel denunciare l’aumento del rischio legato alle rapine e l’insufficienza delle contromisure adottate dagli istituti di credito, e rinnovano l’appello contenuto in una lettera al prefetto inviato all’inizio del 2015. “ Uno dei problemi costanti del settore del credito, ben vivo tanto nell’immaginario della collettività quanto nella percezione viva e costante dei lavoratori bancari, è la rapina. D’altronde nelle agenzie delle banche, circola denaro ed il denaro è una delle principali ragioni dell’interesse della malavita”.

“Al di là dei dati statistici riportati dall’Abi, il fenomeno in Italia comincia a registrare una ripresa e nella provincia di Brindisi – denunciano le cinque sigle sindacali - la situazione sta divenendo ogni giorno sempre più preoccupante con atti criminosi costantemente in aumento. A dire dell’Abi, le banche italiane investono ogni anno oltre 700 milioni di euro per rendere più sicure e sorvegliate le proprie filiali per clienti e dipendenti; formano i propri dipendenti con le cosiddette guide antirapina con istruzioni circa il comportamento da adottare durante le rapine ed alcune indicazioni utili per prevenirle”.

Il bancomat della banca Arditi Galati di San Michele Salentino-2Tuttavia, sostengono i sindacati dei lavoratori bancari, “sembra che le banche abbiano trovato la panacea contro il rischio rapine ma i dati non sono altrettanto confortanti. Infatti, per quanto riguarda il nostro territorio, i dati smentiscono quanto pubblicato dall’Abi e rafforzano quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, che al contrario hanno sempre ritenuto insufficiente il protocollo di intesa per la prevenzione della criminalità in banca”.

Ora, da un lato è diminuito il valore medio del bottino delle rapine in banca, mentre nello stesso tempo gli sportelli tradizionali sono stati sostituiti dagli open space. Le banche “sembrano oramai supermercati, senza guardia giurata né sistemi di metal detector, è ovvio che le banche si preoccupino più di salvaguardare il proprio tesoro che l’incolumità dei dipendenti e clienti. I bancari non sono operatori della sicurezza – sottolineano i sindacati -  e pur nella logica di contribuire al buon funzionamento dei sistemi deterrenti adottati dalle aziende, non possono sostituirsi né alle forze dell’ordine né alla vigilanza privata”.

Rapine e assalti ai bancomat sono nuovamente “un fenomeno preoccupante nella provincia di Brindisi. Questi dati giustificano l’allarme sollevato dalle organizzazioni sindacali provinciali le quali hanno sentito l’esigenza imprescindibile di tutelare l’integrità psico-fisica dei dipendenti e dei clienti, hanno denunciato al Prefetto, già dall’inizio dell’anno, l’impressionante crescita del fenomeno, la mancanza di una strategia comune sul territorio e tra gli istituti di credito ed hanno  richiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza specifiche e particolari per ogni punto operativo”.

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