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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

"Legge sui danni da fauna selvatica, vogliono sparare a cani e gatti"

Le commissioni del consiglio regionale approvano i primi articoli. L'ira del Movimento 5 Stelle contro Pentassuglia

“La IV e la II commissione riunite in seduta congiunta hanno approvato a maggioranza i primi cinque articoli della proposta di legge in materia di danni provocati dalla fauna selvatica. Il provvedimento, di cui è stato modificato anche il titolo con un emendamento del presidente della IV commissione Donato Pentassuglia (‘Norme in materia di prevenzione, contenimento ed indennizzo dei danni da fauna selvatica. Disposizioni in materia di smaltimento degli animali di allevamento oggetto di predazione e di tutela dell’incolumità pubblica’) individua, negli articoli approvati, l’ambito applicativo delle misure di prevenzione, controllo e risarcimento; gli interventi di prevenzione e le misure ordinarie e straordinarie per il controllo della fauna selvatica”.

“Tra gli emendamenti approvati quello (sempre proposto da Pentassuglia) che prevede che le misure di controllo della fauna selvatica ‘esercitate selettivamente saranno praticate mediante piani di abbattimento, qualora l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) verifichi l’inefficacia degli altri metodi, compresi quelli ecologici’. Questo è lo scarno resoconto dei lavori della riunione congiunta delle due commissioni del Consiglio regionale della Puglia su un argomento dove molto spesso hanno avuto la prevalenza le ragioni degli allevatori o degli agricoltori, sulla necessaria ricerca e applicazione, invece, di misure e comportamenti innovativi che possono e devono ripristinare equilibri ambientali che l’uomo, con interventi sbagliati o col bracconaggio, ha provocato.

Cinghiali in una periferia urbana-2

Se oggi esiste una proliferazione di cinghiali, che vengono da tempo avvistati nelle periferie anche nell'area metropolitana di Bari, dopo aver devastato intere colture nel Foggiano, la responsabilità è di chi ha portato sulla soglia dell’estinzione i predatori naturali di questa specie. Se c’è un’invasione di lepri non si tratta dell’undicesima piaga d’Egitto ma di immissioni errate a fine del ripopolamento, ma anche qui i predatori naturali delle lepri, volpi e rapaci, vengono presi a schioppettate. Ci auguriamo che come effetto collaterale della nuova legge regionale della Puglia (di cui sappiamo ancora poco), non paghino un prezzo i lupi appenninici, che finalmente da qualche anno hanno ripreso a crescere di numero in Italia (ma parliamo di poche centinaia di esemplari) malgrado le stragi del passato e le uccisioni illegali dei tempi recenti, grazie alle norme che li tutelano e alle attività dei parchi nazionali dello Stato.

Gianluca Bozzetti-4Insoddisfatto il Movimento 5 Stelle. "La mancata approvazione del nostro emendamento permetterà, nell’ambito di misure straordinarie di controllo della fauna selvatica, l’abbattimento di forme inselvatichite di specie domestiche, quindi anche di cani e gatti inselvatichiti. Per proteggere l’incolumità degli agricoltori e salvaguardare le colture e gli allevamenti servono misure adeguate di prevenzione, come ad esempio le recinzioni, e che sia correttamente ed effettivamente applicata la legge sul randagismo, che ad oggi esiste solo sulla carta”, hanno detto i consiglieri Gianluca Bozzetti, Rosa Barone e Cristian Casili. Bocciato l’emendamento presentato dal M5S al comma 2 dell’art.5 con cui si chiedeva l’esclusione delle forme inselvatichite di specie domestiche, come cani e gatti (i cosiddetti feral dog e feral cat), dalle misure straordinarie di controllo della fauna selvatica, che comprendono attività di contenimento numerico, allontanamento o abbattimento controllato. 

“Una previsione di questo tipo potrebbe presentare anche difficoltà applicative non essendo facilmente individuabile cosa si intenda per forme inselvatichite di specie domestiche. Riteniamo grave anche il voto contrario a questo emendamento del presidente della IV Commissione, Pentassuglia che, come da prassi, avrebbe dovuto astenersi dal voto, soprattutto in quanto relatore della proposta di legge", dicono ancora i consiglieri regionali pentastellati. "È evidente la schizofrenia normativa tra una legge regionale sulla caccia dove era stata tolta la parte relativa alle attività di controllo sugli animali domestici inselvatichiti e la reintroduzione in questa seconda proposta. Tra l’altro - proseguono - anche sulla previsione del comma 11 dell’articolo 31 della nuova legge regionale sulla caccia, dove ancora si prevede la possibilità di autorizzare piani di abbattimento delle forme inselvatichite di specie domestiche, sono stati espressi rilievi da parte del governo nazionale".

Un lupo appenninico-3

"Noi responsabilmente continueremo a cercare di migliorare la legge - prometteno gli esponenti del M5S -  che riteniamo indispensabile visti i numerosi danni provocati dalla fauna selvatica alle colture, e ripresenteremo l’emendamento in aula auspicando un voto diverso e responsabile da parte di tutto Consiglio”. Le forze politiche pugliesi più sensibili e le associazioni ambientaliste, devono infatti vigilare ed impedire che nella formulazione e soprattutto nell’applicazione della legge vengano involontariamente poste in essere minacce alla fauna selvatica, perché potrebbe essere semplice decretare “l’inefficacia degli altri mezzi” e passare agli abbattimenti.

Tante volte l’uomo ha danneggiato gli equilibri naturali con i propri comportamenti, decretando poi la morte del frutto dei propri errori. I risarcimenti sono una misura giusta, ma bisogna anche investire sulla ricerca, la riscoperta e le applicazioni di sistemi realmente efficaci e alternativi alla decimazione degli animali. Sono la riduzione dei pascoli, l’incendio dei boschi, i cambiamenti climatici, spesso le stesse direttive europee a minacciare il reddito di allevatori e agricoltori pugliesi. La Puglia deve progressivamente essere riabitata dalla sua fauna originaria, deve incrementare il numero dei parchi regionali e statali che, dove funzionano bene, garantiscono reddito alle aziende del territorio: ne acquisterà fascino ed equilibrio ambientale, e attrattività.

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