Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Protezione civile comunale ridotta all'osso: a rischio la campagna antincendi

Nel giorno d'apertura della campagna di prevenzione 2015 degli incendi boschivi, la protezione civile del Comune di Brindisi non ha personale a sufficienza per effettuare interventi antincendio. Il responsabile del settore, Giuseppe Augusto, può contare solo su due dipendenti comunali a tempo pieno e un terzo lavoratore part-time

BRINDISI – Nel giorno d’apertura della campagna di prevenzione 2015 degli incendi boschivi, la protezione civile del Comune di Brindisi non ha personale a sufficienza per effettuare interventi antincendio. Il responsabile del settore, Giuseppe Augusto, può contare solo su due dipendenti comunali a tempo pieno e un terzo lavoratore part-time, disponibile solo tre giorni alla settimana. Le operazioni di spegnimento di un rogo, come previsto dalle normative vigenti, richiedono un equipaggio con almeno quattro unità.

Da quanto appreso da fonti sindacali, l’organico ha subito un paio di ulteriori defezioni nelle ultime settimane. Si tratta di due lavoratori che hanno presentato domanda di trasferimento in un altro settore dell’amministrazione comunale, attraverso un bando di mobilità. Uno ha già preso servizio presso Palazzo di città. L’altro ha formalizzato la richiesta di trasferimento e presto assumerà il nuovo incarico. A seguito dello sforamento del patto di stabilità, del resto, la scure della spending review attuata dal Comune ha colpito anche la Protezione civile, lasciandola quasi completamente a secco di denaro, ad eccezione di qualche migliaio di euro arrivato di recente grazie a un finanziamento regionale.

Allo stato non vi sono i soldi per pagare gli straordinari ai dipendenti del settore, che per legge non possono rifiutare una richiesta di intervento da parte del loro responsabile, in caso di emergenza. In queste condizioni, diviene un sacrificio pressoché insostenibile quello di garantire la propria disponibilità 24 ore su 24 a servizio della comunità, in caso di calamità, incendi, nubifragi, sbarchi e altri fra i numerosi fronti in cui è impegnata la Protezione civile. Persino l'organizzazione delle ferie estive diviene problematica. 

Il servizio di Protezione civile comunale (considerato un servizio pubblico essenziale, posto direttamente sotto il controllo del sindaco, dalle legge n.146/1990) venne istituito a Brindisi nel 2002. Nel luglio del 2011, il capo nazionale del Dipartimento, Carlo Gabrieli, tenne a battesimo la nuova sede di via della Torretta, al rione Paradiso, realizzata accanto al comando dei vigili urbani. Si partì con sette dipendenti. Di trasferimento in trasferimento, si è arrivati all’attuale (striminzito) organico, che può essere rimpolpato alla bisogna da un team di otto volontari addestrati. Ma  sono appunto dei volontari: nessuno di loro può garantire reperibilità 24 ore su 24. 

Stando così le cose, Giuseppe Augusto e i suoi uomini non potranno dare un gran contributo ai vigili del fuoco nello spegnimento delle decine di incendi boschivi che quotidianamente, da quando l’estate è entrata nel vivo, divampano nelle campagne di Brindisi, spesso anche a ridosso di strade e abitazioni.

Altro fronte da non sottovalutare è quello delle così dette “bombe d’acqua”. Proprio la scorsa settimana, il dipartimento nazionale ha diramato una nota sui rischi legati ai temporali estivi, che si preannunciano (come testimoniato dai nubifragi abbattutisi nel fine settimana in alcune regioni del Centro-Nord Italia) di particolare intensità.

Pur tenendo conto delle ristrettezze economiche in cui versa il Comune, quindi, pare quanto mai doveroso reperire il prima possibile nuove risorse per questo servizio. Lo stesso Consales, del resto, lo scorso 8 maggio, in risposta a uno sfogo di Giuseppe Augusto sul suo profilo Facebook, scrisse in una nota stampa: “Avevo già fatto sapere che non ci saranno problemi per finanziare l’attività della Protezione Civile, a costo di sacrificare altro”.

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