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Nella foto parte della refurtiva della rapina nella tabaccheria

Nella foto parte della refurtiva della rapina nella tabaccheria

Rapina in tabaccheria, prova del Dna per sette brindisini

Gli indagati sono tutti residenti a Brindisi: età compresa fra 22 e 28 anni, alcuni già sotto inchiesta per colpi analoghi nel capoluogo. Incarico tecnico non ripetibile dopo il colpo consumato a San Vito dei Normanni il 23 gennaio scorso: trovate impronte e tracce biologiche

BRINDISI – Prova del Dna per sette ragazzi residenti a Brindisi, finiti sotto inchiesta per la rapina consumata in una tabaccheria di San Vito dei Normanni il 23 gennaio scorso. L’accertamento tecnico irripetibile, con annessi avvisi notificati ai giovani, è stato disposto dal sostituto procuratore Simoa Rizzo, titolare del fascicolo aperto dopo il colpo ai danni dell’esercizio commerciale di via XXV luglio: stando alle indagini condotte dai carabinieri, quella sera attorno alle 19, ad agire furono tre giovani con il volto coperto da passamontagna. Uno era armato ed esplose un colpo in aria per guadagnare la via di fuga.

Probabilmente un quarto svolse il ruolo di autista, alla guida di un’auto di grossa cilindrata che fuggì in direzione di Brindisi. Quel percorso ha consentito ai militari di stringere il cerchio nel capoluogo, sino ad arrivare a nutrire più di qualche sospetto nei confronti di sette giovani di età compresa fra 22 e 28 anni, due dei quali nel frattempo sono stati arrestati per rapina a Brindisi, nonostante la professione di innocenza.

Il pm, con riferimento al colpo nella tabaccheria di San Vito, ha conferito incarico alla dottoressa Giacoma Mongelli: la professionista dovrà procedere con le comparazioni del Dna, partendo dalle tracce che sono state isolare dai carabinieri, sia all’interno dell’esercizio, sia su alcuni reperti trovati a distanza di qualche settimana, in un casolare abbandonato nei pressi di via Apani.

Nell’immobile furono trovati un estintore utilizzato per l’azione, allo scopo di coprire la telecamera del sistema di videosorveglianza, il portafogli del titolare della tabaccheria, un cassetto contenente varie ricevute di pagamento del sistema “Lottomatica”, nonché guanti e passamontagna.

A quanto pare è su questi elementi che sono stati eseguiti, con esito positivo, gli accertamenti scientifici che hanno portato a identificare codici genetici. Il Dna così ricavato dovrà essere confrontato con quello dei sette brindisini indagati: nel caso in cui dovesse essere accertata una corrispondenza, sarà possibile avere il nome dell’autore o degli autori del colpo. Per i risultati bisognerà aspettare almeno novanta giorni.

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