Cronaca

Provincia, Cobas: "Regna l'indifferenza verso i lavoratori del settore cultura"

Ancora nessuno spiraglio sul futuro dei dipendenti del settore Cultura della Provincia di Brindisi. Per il sindacato Cobas si è arrivati anzi "all'epilogo di una brutta vicenda di malgoverno, nei tre livelli

BRINDISI – Ancora nessuno spiraglio sul futuro dei dipendenti del settore Cultura della Provincia di Brindisi. Per il sindacato Cobas si è arrivati anzi “all’epilogo di una brutta vicenda di malgoverno, nei tre livelli (statale, regionale, provinciale), conseguenza di una cattiva gestione intenzionale della c.d. legge Delrio sul riordino  delle Province”. La questione sarà affrontata nel corso di un incontro programmato per mercoledì (23 marzo) a Bari, presso la sede della Regione. 

Riportiamo di seguito un appello del sindacato Cobas su questa vicenda. 

Come sempre gli interessi privati  nella gestione della cosa pubblica sono prevalsi alla norma oltre che al buon senso e la Regione Puglia, dopo aver annunciato anche in sede pubblica, attraverso la voce dell’Assessore Nunziante, di voler “finalmente” assumersi la propria responsabilità cominciando dai luoghi della cultura (musei, biblioteche e pinacoteche provinciali) ha di fatto dato forfait, aspettando “strategicamente” che l’organico degli stessi possa nel frattempo smembrarsi, rispondendo all’incrocio domanda-offerta di cui alla piattaforma elettronica della Funzione Pubblica per la mobilità del personale.

Con grave pregiudizio delle professionalità  pregresse e a discapito del senso di appartenenza dei lavoratori, che nel caso dal Museo Provinciale “F. Ribezzo”, indiscutibile polo culturale dell’intero territorio (sono esposti reperti di rilevanza internazionale, richiesti in prestito dalla Stadtische Galerie di  Francoforte, Palazzo Strozzi di Firenze ed in ultimo il Paul Getty Museum di Los Angeles e la National Gallery di Washington) si sono fatti carico di aperture straordinarie anche non retribuite in occasione degli approdi crociere a Brindisi, oltre di grandi sacrifici per la conduzione generale.

E’ ovvio che quanto  riferito, oltre l’assoluta mancanza di risorse di un Ente Provincia ormai sanguinante, porterà l’inevitabile disfunzione del servizio offerto, oltre che una ipotizzabile gestione futura lontana dalle esigenze del territorio locale, che nel Museo dovrebbe ritrovare la propria più intima identità.

In questo panorama assume una dimensione grottesca il proliferare di convegni sui Musei e sull’importanza della cultura quale industria turistica, unicamente passerelle brindisine in occasione della campagna elettorale per lo scanno municipale, dovendo assistere, a tutt’oggi, all’indifferenza e all’ignavia proprio di quei politici e/o portatori di interesse che pur parlando di cultura non tentano neanche di difendere Il Presidio Museale d’eccellenza di Brindisi e del territorio.

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