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“Quel furto è opera mia, lui non c’entra”: liberi entrambi

Per Giuseppe Antelmi nessuna esigenza cautelare dopo la confessione, per Donato Convertino assenza di indizi di colpevolezza

BRINDISI – “Sono stato io a portar via dal cantiere quella porta blindata, lui non c’entra. Non se sapeva niente”. Dopo la confessione di Giuseppe Antelmi, 30 anni, di Carovigno, il gip ha scarcerato sia lui che l’altro, Donato Convertino, 59, di Brindisi, entrambi finiti ai domiciliari con l’accusa di furto tre giorni fa.

Il gip e gli interrogatori

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, all’esito dell’interrogatorio, ha rimesso in libertà gli indagati. Per Antelmi, difeso dall’avvocato Vincenzo Lanzillotti, ha ritenuto non sussistenti le esigenze cautelari tenuto conto dell’atteggiamento collaborativo dimostrato. Per Convertino, assistito dall’avvocato Cinzia Cavallo, il gip ha evidenziato l’assenza di gravi indizi di colpevolezza.

L’arresto

I due furono arrestati dai carabinieri dell'aliquota di  primo impiego del  Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Brindisi. Oggetto di furto era una porta blindata completa di telaio, rubata in un complesso residenziale composto da 21 appartamenti di recente costruzione e ancora abitati. Valore pari a 700 euro.

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