"Quella dose di cocaina non era mia": rimessa in libertà dal gip

Per Luana Cassiano di Cellino San Marco obbligo di dimora in sostituzione della misura degli arresti domiciliari: accolta l'istanza del difensore Francesco Cascione

CELLINO SAN MARCO - "Quella dose di cocaina non era mia: io mi sono limitata ad accettare un paio di pantaloncini come regalo per mio marito detenuto, da un suo amico. Della droga non so niente": ha respinto le accuse di spaccio Luana Cassiano, di Cellino San Marco, arrestata dai carabinieri della stazione la sera del 10 luglio scorso. E ha ottenuto la libertà dal gip.

La donna ha voluto offrire la sua verità dei fatti in sede di udienza di convalida, questa mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, alla presenza del suo avvocato di fiducia, Francesco Cascione. Il penalista ha chiesto la remissione in libertà o quanto meno la sostituzione degli arresti in carcere con altra misura, meno afflittiva anche in considerazione del fatto che nell'abitazione i militari non trovarono sostanza stupefacente. Il pubblico ministero Francesco Carluccio aveva chiesto la conferma dei domiciliari

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