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“Quella rapina, un errore: abbiamo sbagliato”

Confessano Giovanni Quaranta e Walter Valenti, 20 anni, di Brindisi, arrestati dai carabinieri per il colpo notturno nel bar Re&White di viale Commenda: 60 euro il bottino, incastrati da un selfie. Ma non fanno il nome del minore, già identificato, né rivelano dove è stata nascosta l'arma

BRINDISI – “Quella rapina è stata un grandissimo errore: abbiamo sbagliato”. Hanno confessato subito spendendo poche parole Giovanni Quaranta e Walter Valenti, entrambi di Brindisi, 20 anni, arrestati venerdì scorso dai carabinieri per la rapina notturna nel bar Red&White di viale Commenda.

QUARANTA GIOVANNI - per stampa-2I due hanno deciso di affrontare l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci, che ha firmato il provvedimento di custodia cautelare in carcere, ammettendo gli addebiti, alla presenza dei difensori Daniela d’Amuri e Livio Di Noi. Ma non hanno aggiunto altro, dopo essere stati incastrati dal selfie scattato poco prima di entrare in azione la notte dell’8 luglio scorso.

Quella foto è stata trovata dai militari nella galleria del telefonino di Quaranta, volto già conosciuto per essere stato fermato in passato con l'accusa di spaccio di droga. Quaranta si è formalmente avvalso della facoltà di non rispondere, dopo aver fatto mea culpa. Lo scatto è stato confrontato con i fotogrammi ricavati dalle immagini del sistema di videosorveglianza all’interno dell’esercizio commerciale di Brindisi, nonché con i filmati registrati dalle telecamere esterne di un negozio che si affaccia lungo via Ragusa, la strada della fuga. Qui, infatti, è stato trovato un passamontagna di colore rosso.

VALENTI Walter - per stampa-2I due indagati però nulla hanno detto sul complice, un ragazzino minorenne di Brindisi, già identificato dai carabinieri: la sua posizione è al vaglio della Procura per i minori. Né hanno rivelato dove è stata nascosta la pistola usata per l’assalto: in considerazione del fatto che l’arma non è stata trovata, il gip ha ritenuto concreto il rischio di reiterazione del reato, evidenziato dal sostituto procuratore Simona Rizzo. Ad impugnare la pistola sarebbe stato il minore, mentre Valenti portava via il registratore di cassa contenente 60 euro: venti euro a testa, quindi, il bottino. Quaranta, invece, era al volante dell’auto, una Lancia Delta, ed è stato lo stesso Quaranta poco prima a fare un sopralluogo nel bar con la scusa di acquistare un rustico.

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