Cronaca

Raccolta dei rifiuti, spunta un altro filone d’inchiesta a Brindisi

In Procura gli atti del Comune di Brindisi che riguardano Ecologica Pugliese, subentrata alla Monteco con ordinanza firmata dall'ex sindaco Consales il 21 ottobre 2014. Acquisite anche le mail. Indagine conoscitiva delegata alla Digos

BRINDISI – C’è un altro filone d’inchiesta sulla raccolta dei rifiuti a Brindisi, un troncone sul quale la Procura avrebbe iniziato a lavorare dopo l’arrivo della società Ecologica Pugliese, per effetto dell’ordinanza firmata dall’ex sindaco Mimmo Consales nell’autunno del 2014, dopo il braccio di ferro anche legale con Monteco.

procura di Brindisi-2Non ci sono indagati al momento, né ipotesi di reato, si tratta di un’inchiesta “conoscitiva” delegata agli agenti della Digos, gli stessi a cui la Procura ha affidato gli accertamenti che hanno portato alla contestazione dell’accusa di corruzione nei confronti dell’ormai ex primo cittadino e dell’imprenditore Luca Screti, in qualità di ex amministratore unico della società Nubile, a cui il Comune affidò in gestione l’impianto di Cdr in via per Pandi, del valore di 176.514.000 euro, per la durata di 15 anni.

Quell’ipotesi di reato è stata puntualizzata negli avvisi di conclusione notificati di recente, con riferimento a segnalazioni di persone per le assunzioni alle dipendenze della Nubile, circostanza peraltro confermata in sede di interrogatorio da Screti, alla presenza del suo difensore Vincenzo Farina, ma smentita da Consales, su precisa domanda del suo avvocato di fiducia Massimo Manfreda.

Se da un lato la Procura, con il capo Marco Dinapoli e il sostituto Giuseppe De Nozza, è pronta ad esercitare l’azione penale con la richiesta di processo nei confronti dei due indagati, arrestati a febbraio e rimessi in libertà dal gip agli inizi di maggio, dall’altro è ancora in fase di verifica sul piano della raccolta dei rifiuti. Versante anche questo complicato tenuto conto dei ricorsi ai giudici amministrativi che hanno scandito la fine della gestione affidata alla leccese Monteco con inizio di quella targata Ecologica, arrivata a Brindisi da Modugno, nel Barese.

Il punto di partenza dell’inchiesta sembra essere costituito dall’ordinanza “contingibile e urgente” firmata da Consales il 21 ottobre 2014, in uno con le contestazioni politiche che si sono susseguite nel corso dei mesi. Ecologica ha iniziato a gestire il servizio il successivo 17 novembre e da allora è rimasta in qualità di titolare, essendoci state proroghe di sei mesi sino all’arrivo del commissario Cesare Castelli, al quale è spettato il compito di traghettare il Comune dalla data di scioglimento del Consiglio, conseguente alle dimissioni di tutti i componenti dopo l’arresto del sindaco, sino alle elezioni del 5 e del 19 giugno.

La Digos, a quanto si apprende, avrebbe acquisito gli atti adottati in questo lasso di tempo lungo due anni, dall’ordinanza alle determine adottate dai dirigenti responsabili degli uffici, per arrivare alla corrispondenza anche via mail tra il Comune e la società.

Lo stabilimento di Ecologica Pugliese-2Nel fascicolo ci sarebbero anche gli atti che attengono al contenzioso legato alle sanzioni che l’amministrazione ha applicato nei confronti della Ecologica per un totale di quasi mezzo milione di euro. Così come quelli relativi all’affidamento di servizi aggiuntivi  per “l’implementazione del servizio di igiene ambientale” che vuol dire raccolta dei rifiuti nella zona industriale, pulizia dei parchi e deiezioni canine, più installazione di isole ecologiche, a fronte di un aumento di 49mila euro sul canone mensile che l’amministrazione riconosce alla ditta di Capurso.

I servizi sono stati approvati il 7 luglio dello scorso anno dalla giunta, con cinque assessori su otto. Erano assenti Carmela Lo Martire, titolare della delega al Bilancio, Cosimo D’Angelo responsabile dei Lavori pubblici e Giuseppe De Maria chiamato alle Attività produttive. La proposta, così come rimodulata, prevedeva “la corresponsione di un costo mensile, iva compresa, di 49.086,23 euro”, si legge nella relazione.

“Il canone mensile passerebbe dall’attuale importo di un milione e 265mila a un milione e 314.086,23”, è scritto. “Canone che risulta inferiore sia a quello relativo all’ultima gara pubblica inerente il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani espletata da questa Amministrazione ad ottobre 2013 e aggiudicata provvisoriamente alla società Aimeri srl, sia a quello erogato a suo tempo a Monteco srl”. L’opposizione contestò il nuovo affidamento in Consiglio, ma non aveva i numeri.

Di recente la Digos avrebbe iniziato ad acquisire altri documenti che si riferiscono a un ulteriore contenzioso, quello  in atto tra Ecologica Pugliese e la società Bri.Ecologica che si occupa, per conto della prima, sempre nel Comune di Brindisi, del conferimento di vetro, carta e plastica. Bri.Ecologica, lo scorso mese di giugno, ha ottenuto dal Tribunale un decreto ingiuntivo per circa 300mila euro, in relazione a fatture non pagate dalla Ecologica e chieste a saldo all’amministrazione cittadina. A conferma del fatto che la questione dei rifiuti resta una spina nel fianco del Comune.

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