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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Raccordo merci: "Entro fine mese via ai lavori". Ma ci è voluto più di un anno

L'ultimo intoppo burocratico dovrebbe essere superato a giorni. Da Palazzo di città assicurano che i lavori per la realizzazione del nuovo raccordo ferroviario di collegamento fra la zona industriale e la rete nazionale dovrebbero partire entro la fine di dicembre. Il progetto esecutivo dell'opera, appaltato nel 2011 al consorzio "Stabile Ecit" di Roma

BRINDISI – L’ultimo intoppo burocratico dovrebbe essere superato a giorni. Da Palazzo di città assicurano che i lavori per la realizzazione del nuovo raccordo ferroviario di collegamento fra la zona industriale e la rete nazionale dovrebbero partire entro la fine di dicembre. Il progetto esecutivo dell’opera, appaltato nel 2011 al consorzio “Stabile Ecit" di Roma con un importo di 16 milioni, era pronto da più di un anno. Perché, allora, ci è voluto tutto questo tempo per ottenere il via libera all’avvio dei cantieri? Il fulmine a ciel sereno che ha mandato a monte il cronoprogramma iniziale è arrivato in estate.

La ditta appaltatrice, di concerto col dirigente comunale che segue il procedimento, Fabio Lacinio, aveva già ultimato le indagini preliminari volte ad accertare la presenza di ordigni bellici nell’area di cantiere compresa fra la via per Pandi (all’altezza dello stabilimento Ipem) e l’entroterra. Parallelamente, l’Ecit aveva apportato al progetto le modifiche chieste da Rfi, che intorno a giugno ha dato il nulla osta. Mancava però un ulteriore parere: quello dell’Autorità di bacino. Tale ente è entrato in gioco poiché il raccordo, per un tratto di circa 700 metri, costeggia le sponde del canale di Levante, già affiancato, sull’altro versante, dal nastro trasportatore della centrale Enel Federico II.

Si tratta di una zona, come dimostrato dall’esondazione che nel gennaio del 2013 mise in ginocchio la trincea dello stesso nastro trasportatore, soggetta ad allagamenti. Proprio alla luce di tale nubifragio, Enel ottenne l’autorizzazione a innalzare di circa sei metri il muro di protezione del carbondotto, realizzando contestualmente delle opere di bonifica del canale. Il progetto di Ecit, elaborato tenendo contodei parametri vigenti prima dell’esondazione del 2013, andava quindi rimodulato in base a una serie di prescrizioni contenute nel parere rilasciato dall’Autorità di bacino lo scorso 8 agosto.

In sostanza, si chiedeva di procedere con una verifica idraulica dell’intero tratto di canale, lungo circa due chilometri, accompagnata dalla realizzazione di argini con base di sei metri. L’ufficio Urbanistica si è subito dovuto attivare per indire un bando di gara riguardante la realizzazione degli interventi richiesti dall’Autorità di bacino. Grazie anche all’intermediazione dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Giovanni Giannini, la Regione Puglia ha stanziato una somma pari a un milione di euro per il finanziamento dell’opera, affidata alla ditta Dam di Ravenna. La scorsa settimana, dunque, una volta sottoposto alle modifiche del caso, il progetto esecutivo del raccordo è tornato all’Autorità bacino per un parere definitivo: l’ultimo nodo da sciogliere.

Fabio Lacino, contattato da BrindisiReport, si mostra fiducioso. “Il Comune – afferma il dirigente del settore Urbanistica – ha reperito le risorse per coprire l’intera spesa. Non appena arriverà il parere dell’Autorità di bacino, ci serviranno un paio di settimane per partire con i lavori. I ritardi accumulati in questo anno sono dovuti soprattutto a innovazioni normative di Rfi, che ha cambiato la normativa anche in termini di caratteristiche di Fabio Lacinioquesto raccordo”.

I lavori appaltati all’Ecit rientrano nella prima tranche di un intervento complessivo che si completerà con la realizzazione di una variante “a baffo”, in virtù della quale lo snodo della tratta insisterà sul versante meridionale della stazione ferroviaria di Brindisi (il progetto originario prevedeva invece un passaggio dalla stazione di Tuturano).

“In questi giorni – spiega Lacinio (nella foto a destra) – il progetto preliminare della variante è approdato in conferenza dei servizi. Adesso stiamo avviando degli approfondimenti tecnici e specialistici, attraverso indagini sul campo, per arrivare alla variante urbanistica e alle procedure espropriative”. L’opera avrà un costo pari a circa 20 milioni di euro. “Li reperiremo – afferma Lacinio – dalla Regione, con vari finanziamenti che sono in attesa di conferma”. 

Quando (non si sa fra quanti anni) il raccordo verrà completato, le vecchie rotaie per il traffico merci che attraversano viale Enrico Fermi e via Porta Lecce potranno essere dismesse e i vagoni carichi di sostanze pericolose, finalmente, non interferiranno più con la viabilità cittadina. 

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