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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Radici dei pini pericolose: chiede danni al Comune

Atto di citazione di un residente a Tuturano che lamenta lesioni al suo immobile per 4.520 euro

BRINDISI – Colpa del Comune, solo del Comune di Brindisi, se c’è stato un eccessivo sviluppo delle radici degli alberi di pini, con conseguente lesione delle pareti di un’abitazione e infiltrazioni d’acqua. Motivo per il quale un brindisino chiede la condanna dell’Ente al pagamento dei danni, per almeno 4.520 euro. L’atto di citazione è stato notificato a Palazzo di città in vista dell’udienza davanti al giudice di pace dall’avvocato che rappresenta un residente nella frazione di Tuturano, abitante in via Vittorio Emanuele.

La sede dell'ufficio del giudice di pace a Brindisi

Il legale ha anche fatto riferimento al fatto che il caso delle radici dei pini “fu oggetti di discussione nel corso della seduta del Consiglio comunale di Brindisi del 30 giugno 2008”. Al ricorso è stata allegata copia del verbale di quella riunione, nel corso della quale l’allora consigliere Mario Nubile, anche lui residente a Tuturano, “propose di intervenire tempestivamente per rimuovere tale condizione di pericolosità”. La proposta “venne approvata all’unanimità dei presenti”.

Secondo l’avvocato, successivamente “furono abbattuti alcuni alberi, ma non nei pressi dell’abitazione” del brindisino, costretto a fare i conti con pini che presentano “enormi radici di ancoraggio fuoriuscite dal manto stradale”. Inoltre c’è un “albero che il Comune ha provveduto a tagliare, senza però rimuovere le radici”.

“La situazione – si legge ancora – è divenuta ingestibile, creando ingenti danni al marciapiede e al mando stradale prospicente l’abitazione dell’attore (autore dell’atto di citazione, ndr) insidiando le fondamenta della sua abitazione, nonché procurando lesioni alle pareti e infiltrazioni d’acqua, oltre a danni al cancello”. 

L’Amministrazione cittadina non intende versare la somma e ha deciso di costituirsi in giudizio con gli avvocati interni perché “allo stato, non risulta provato l’effettivo verificarsi del fatto, né l’esistenza dei danni che dovranno essere dimostrati in corso di causa”. La decisione spetta al giudice di pace di Brindisi.

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