Cronaca Ceglie Messapica / Via Don Oronzo Elia

Azzannata da un randagio mentre passeggia con il suo cane

L'episodio si è verificato a Ceglie. Vista l'assenza di un canile sanitario, al momento il randagio non può essere accalappiato. Servirà un'ordinanza del sindaco

CEGLIE MESSAPICA  - Con i pedoni che passeggiano da soli è del tutto inoffensivo. Ma se incrocia un cane al guinzaglio del suo proprietario, diventa aggressivo. Una 18enne che portava a spasso il suo fido ieri è stata azzannata da un randagio di grossa taglia che da giorni gironzola nei pressi del palazzetto dello sport di Ceglie Messapica, mettendo ansia ai residenti. Al momento, però, il cane non può essere accalappiato, in quanto il Comune di Ceglie e quelli limitrofi sono sprovvisti di un canile sanitario.

Il signor Paolo Delgrado, custode del PalaSport, si è messo in contatto con la redazione di BrindisiReport per raccontare la disavventura capitata alla figlia.  “Mentre passeggiava con il nostro cane in via Don Oronzo Elia – dichiara a BrindisiReporto il signor Paolo – mia figlia si è imbattuta nel randagio. Questi ha iniziato a ringhiare. Poi si è avventato contro il suo braccio, mordendola tre volte. Il suo braccio era gonfio e sanguinante. Siamo dovuti correre in ospedale per le medicazioni del caso. Oggi l'arto le fa ancora male”.

Da quanto riferito da Paolo, il randagio già nel corso della mattinata aveva assunto un atteggiamento minaccioso nei confronti di un cittadino che passeggiava con il suo barboncino. Lo stesso custode in serata si è dovuto frapporre fra la moglie, che accompagnava il cane, e il randagio, per evitare una nuova aggressione.

“Quando mi sono avvicinato da solo a quella povera bestiola – spiega Paolo – non ho avuto nessun tipo di problema. Anzi l’ho sfamata e ci ho giocato per un po’, fino a quando non è andata via. ”. Paolo riferisce di aver segnalato l'accaduto alla polizia municipale e all’Asl, interrogandosi sulle ragioni per cui gli enti preposti non siano ancora intervenuti.

Ma il comandante dei vigili urbani Cataldo Bellanova, contattato da BrindisiReport, spiega che l’assenza di un canile sanitario rende tutto più difficile. Non disponendo di una struttura di questo genere, infatti, l’amministrazione comunale dovrà procedere con una ordinanza sindacale per accompagnare il randagio, dopo averlo accalappiato, presso una clinica privata dotata di un canile sanitario, dove dovrà essere sottoposto a un periodo di osservazione, prima di essere trasferito in un canile rifugio.

“Non siamo indifferenti – afferma Bellanova – alla problematica segnalata dal cittadino. Ci siamo subito attivati per trovare una soluzione. Ma occorrono dei tempi tecnici per individuare una struttura privata ed emettere un’ordinanza adeguata”.

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