Cronaca Centro Storico / Via dei Sasso

Raid incendiario contro l'avvocato della moglie: domiciliari al presunto stalker

Lascia il carcere e torna a casa in regime di arresti domiciliari il presunto stalker accusato di aver dato fuoco all'auto dell'avvocatessa che difende la moglie con la quale sono in corso per le pratiche per la separazione, innescando un incendio che seminò il panico in via Dei Sasso, nel centro di Mesagne, la notte fra il 24 e il 25 settembre

MESAGNE – Lascia il carcere e torna a casa in regime di arresti domiciliari il presunto stalker accusato di aver dato fuoco all’auto dell’avvocatessa che difende la moglie con la quale sono in corso per le pratiche per la separazione, innescando un incendio che seminò il panico in via Dei Sasso, nel centro di Mesagne, la notte fra il 24 e il 25 settembre.

Carmelo Calizia, 50 anni, difeso dall’avvocato Gianfrancesco Castrignanò, si è dichiarato del tutto estraneo ai fatti nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto svoltosi stamani, davanti al gip Giuseppe Licci. “Dormivo in casa, quando si è verificato l’incendio”: così si è giustificato il 50enne,  nei confronti del quale erano state sporte diverse denuncie per stalking da parte della consorte. E ultimamente nel mirino del mesagnese pare fosse finito anche il legale della donna.

Calizia venne arrestato la sera del 25 settembre dai poliziotti del locale commissariato al comando del vicequestore Rosalba Cotardo, che nel giro di poche ore raccolsero vari elementi a carico dell’incendiario. Quali? Dalle immagini di alcune telecamere presenti in zona (di cui una di un’attività commerciale) si vede un individuo che arriva sul posto con un'auto simile a quella di Calizia, armeggia vicino alla Suzuki Splash situata al civico 59 di via Dei Sasso, nei pressi dell’abitazione dell’avvocato, e si dilegua pochi istanti prima che divampasse l'incendio. 

Durante una perquisizione effettuata presso la casa di Calizia, poi, vennero sequestrate un paio di bottiglie con residui di benzina. Anche la sua macchina è stata posta sotto sequestro.

Il 50enne ha negato risolutamente di essere lui la persona ripresa dall’occhio elettronico (va detto a tal proposito che dalle immagini si vede solo una sagoma in movimento), spiegando che le bottiglie con residui di benzina trovate dalle forze dell’ordine erano per uso domestico. Sta di fatto che l’arresto è stato convalidato. 

Oltre alla Suzuki della civilista, l’incendio danneggiò seriamente anche la Renault Megane di proprietà del fratello della stessa, sfiorò un’auto parcheggiata in un garage e mise a repentaglio l’incolumità di una 65enne residente nella casa situata accanto alle auto, rimasta di fatto intrappolata all’interno dell’immobile.

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