Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Raid razzista contro il palazzo dei migranti: l'incendiario resta ai domiciliari

Resta ai domiciliari il 37enne Carmine Gianniello, reo confesso dell'incendio a sfondo razziale che la notte fra il 20 e 21 gennaio ha distrutto la palazzina al civico 12 di via Bastioni Carlo V, cogliendo nel sonno una decina di migranti. Difeso dall'avvocato Cinzia Cavallo, Gianniello si è presentato stamani davanti al gip Maurizio Saso

BRINDISI – Resta ai domiciliari il 37enne Carmine Gianniello, reo confesso dell’incendio a sfondo razziale che la notte fra il 20 e 21 gennaio ha distrutto la palazzina al civico 12 di via Bastioni Carlo V, cogliendo nel sonno una decina di migranti. Difeso dall’avvocato Cinzia Cavallo, Gianniello si è presentato stamani davanti al gip Maurizio Saso per l’interrogatorio di convalida dell’arresto.

Il brindisino si è detto pentito del suo gesto, fatto “in un attimo di follia”. Giannello ha ripetuto al giudice la stessa versione dei fatti già fornita mercoledì mattina (21 gennaio) nella caserma dei carabinieri della compagnia di Brindisi, ai quali si è consegnato spontaneamente. 

Intorno alle ore 3,30, dunque, avrebbe lanciato nell’androne del vecchio stabile, situato a pochi metri dall’Agenzia delle entrate, un sacchetto della GIANNIELLO CARMINE, CL. 1978-2spazzatura al quale aveva appena dato fuoco. A suo dire voleva fare solo un po’ di fumo. Ma le fiamme hanno avvolto tre scooter che si trovavano nell’ingresso.

Da lì, dopo aver incenerito i contatori dell’energia elettrica e alcuni cavi, le lingue di fuoco si sono propagate fino al terzo e ultimo piano. 

L’atto del 37enne avrebbe potuto avere un epilogo drammatico. Gli stranieri sono saliti sul terrazzo per chiedere aiuto ai residenti delle abitazioni limitrofe. Quattro di loro (tre nigeriani e un ragazzo della Costa D’Avorio d’età compresa fra 27 e 31 anni) hanno riportato delle contusioni e delle escoriazioni che hanno reso necessario il trasporto nell’ospedale Perrino. 

In mattinata, Gianniello si costituì. Il suo nome era già noto alle forze dell’ordine per un provvedimento di Daspo emesso a suo carico da ultras del Brindisi calcio. Nel 2008 finì ai domiciliari per aver aggredito un poliziotto che si era recato nella sua abitazione per notificargli degli atti giudiziari. Qualche giorno dopo fu sorpreso in stato d’ebbrezza dopo essere rimasto coinvolto in un incidente, mentre si trovava alla guida di una Peugeot. 

In giornata, fra l’altro, è stata trovata una sistemazione agli stranieri rimasti senza casa. Questi verranno ospitati nell’ex scuola di via Sele, al rione Perrino, che già nel 2013 accolse gli stranieri sgomberati dal dormitorio di via Provinciale San Vito e in estate ha ospitato una parte degli immigrati approdati a Brindisi nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. 

L'edificio di via SeleTale soluzione è arrivata al termine di un incontro svoltosi stamani  a Palazzo Nervagna, al quale ha preso parta l’associazione dei consumatori Adoc. Proprio all’Adoc, infatti, gli extracomunitari avevano chiesto un aiuto. E l’avvocato dell’associazione, Francesca Chiechi, si è subito attivata per toglierli dalla strada. 

Si tratta di circa 15 immigrati regolari, “tra cui donne in condizioni di salute non ottimali a causa dell’evento - si legge in una nota dell’Adoc -  ma non solo.  Titolari di regolare contratto di affitto che si sono ritrovati, loro malgrado, senza dimora e senza la piena disponibilità dei propri effetti personali”. Della questione si è occupato l’assessore Carmela Lo Martire, che con il supporto della protezione civile guidata da Augusto Giuseppe ha individuato la soluzione dell’immobile comunale di via Sele.

In giornata, a tempo di record, sono stati predisposti 18 posti letto e si è provveduto alle opere di pulizia. 

“Rivolgiamo il nostro apprezzamento, per il pronto interessamento al problema -  conclude l’Adoc - al sindaco, all’assessore Lo Martire, nonostante trattasi di una problematica non attinente alla propria delega assessorile, e al responsabile della protezione, Giuseppe Augusto. Un grazie lo rivolgiamo anche  all’istituto Salesiani che nelle prime fasi dell’emergenza non ha fatto mancare il proprio sostegno”.

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