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Cavi in rame già pronti per il mercato nero

Cavi in rame già pronti per il mercato nero

Rame ricettato, cinque denunciati

BRINDISI – Per arginare il gigantesco fenomeno dei furti di cavi elettrici per ricavarne rame, che sta devastando l’industria del fotovoltaico, ma che colpisce anche capannoni industriali, linee ferroviarie, cabine di trasformazione, abitazioni private, linee Enel, bisogna colpire anche il livello superiore a quello dei ladri, della manovalanza alla quale spetta la fetta più piccola del business clandestino e il lavoro sporco. Il gradino superiore a quello dei ladri è la prima intermediazione, quella dei raccoglitori del materiale, che poi lo avviano a chi sa dove e come collocarlo sul mercato. E il deposito di Arcangelo Urso, 54 anni, era uno dei luoghi di raccolta.

BRINDISI - Per arginare il gigantesco fenomeno dei furti di cavi elettrici per ricavarne rame, che sta devastando l'industria del fotovoltaico, ma che colpisce anche capannoni industriali, linee ferroviarie, cabine di trasformazione, abitazioni private, linee Enel, bisogna colpire anche il livello superiore a quello dei ladri, della manovalanza alla quale spetta la fetta più piccola del business clandestino e il lavoro sporco. Il gradino superiore a quello dei ladri è la prima intermediazione, quella dei raccoglitori del materiale, che poi lo avviano a chi sa dove e come collocarlo sul mercato. E il deposito di Arcangelo Urso, 54 anni, era uno dei luoghi di raccolta.

Lo ha scoperto ieri mattina la Squadra mobile della questura di Brindisi, nel corso di perquisizioni mirate. A segno quella nel recinto dove Urso - originario di Villa Castelli, ben noto alla giustizia, e trapiantato nel capoluogo - riceveva i cavi rubati, li sguainava, ne raccoglieva l'anima in rame e poi la rivendeva a qualche "grossista" del Barese o della stessa provincia di Brindisi. Il deposito di Urso si trova in via Provinciale per Lecce 85, periferia estrema di Brindisi.

Scattata la perquisizione, il personale diretto dal vicequestore Alberto Somma non ha avuto difficoltà ad individuare circa una tonnellata di rame, in buona parte già liberato dalla guaina isolante, e una macchina adatta a svolgere questo lavoro. Poli c'erano anche 9 quintali di gasolio di cui Arcangelo Urso non ha saputo spiegare in maniera convincente (quindi, con prove documentali) la provenienza. Tutto sottoposto a sequestro. Valore del materiale stimato in 60mila euro.

Assieme ad Arcangelo Urso, sono stati denunciati per ricettazione anche altri quattro soggetti trovati dalla polizia nel deposito. Si tratta di Davide Picciolo di 30 anni, Andrea Baglivo di 39 anni, Angelo Andriulo di 50 anni, tutti di Brindisi, e di Giacomo Urso di 52 anni, di Villa Castelli.

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