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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Rapina con aggressione alla gioielliera a Venezia: un brindisino patteggia la pena

Si tratta di un 45enne: inflitti un anno e otto mesi in continuazione con un altro episodio. Il presunto complice, un veneziano, andrà a dibattimento

E' stato "tradito" da una intercettazione, in un'indagine nella quale non sarà direttamente coinvolto. Un brindisino di 45 anni, presso il Tribunale di Venezia, ha patteggiato una pena pari a un anno e otto mesi, dopo essere stato accusato di essere l'autore di una rapina, compiuta all'interno di una gioielleria sita nella città lagurare, avvenuta il 27 ottobre 2016. La pena è in continuazione con un altro episodio, avvenuto a Dolo (in provincia di Venezia) il 13 ottobre 2017. In quel caso la pena, in Appello, era stata pari a cinque anni. Il brindisino che ha patteggiato per la rapina a Venezia si chiama Francesco Andriola ed è assistito dall'avvocato Vincenzo Lanzilotti del Foro di Brindisi. Il gup del Tribunale di Venezia è Luca Maria Marini, il pm, della Procura lagunare, è Giorgio Gava. Ad Andriola sono stati inflitti anche mille euro di multa, la motivazione è contestuale. Un presunto complice è andato a dibattimento.

La rapina

Venezia, sestiere (una delle sei "parti" in cui è divisa la città) San Polo, è il 27 ottobre del 2016. La titolare della gioielleria è all'interno del suo esercizio commerciale. Due uomini fanno irruzione e abbassano le saracinesche. Dal capo di imputazione relativo a questo procedimento si comprende la gravità dell'episodio: i due rapinatori gettano a terra la titolare e le posizionano sulla bocca un nastro da pacchi. Non solo: la picchiano con pugni e calci, fino a sbatterle la testa contro un mobile. E si dedicano alla razzia di monili e orologi. Alla fine il bottino stimato si aggira attorno ai 50 mila euro. La gioielliera se la "caverà" con 20 giorni di prognosi, ma l'episosio, per la sua efferatezza, desta impressione nella comunità. Anche perché è avvenuto alle 4 del pomeriggio, in pieno centro. Anche i commercianti vicini si sono detti scioccati in diversi servizi televisivi.

Le indagini e il processo

Le indagini vengono affidate alla Squadra Mobile di Venezia ma, per alcuni anni, i rapinatori non hanno un volto. Fino a quando i carabinieri brindisini, che si stanno occupando di un'indagine nel capoluogo adriatico per vari presunti episodi delittuosi avvenuti tra il 2015 e il 2018, fanno una scoperta. Un indagato viene intercettato mentra parla in auto. Grazie a questa intercettazione i militari capiscono che Francesco Andriola - non coinvolto nell'indagine, che sfocerà nell'operazione Nexus - potrebbe essere l'autore di una rapina avvenuta a Venezia, quella di cui si sta scrivendo. Il personale della Squadra Mobile veneziana viene informato e Andriola risulta prima indagato insieme a un presunto complice, poi il 18 gennaio 2023 viene richiesto il suo rinvio a giudizio. Quindi oggi, martedì 9 maggio 2023, arriva il patteggiamento davanti al giudice del Tribunale di Venezia per quell'assalto alla gioielleria lagunare.

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