menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La Cantina Due Palme

La Cantina Due Palme

Rapina alla "Due Palme", il giallo delle videocassette rubate

CELLINO SAN MARCO – Probabilmente un’ immagine ripresa dall’impianto a circuito chiuso; una immagine che non doveva essere vista da nessuno. Potrebbe essere questo il motivo per il quale tre malviventi l’altra notte hanno bloccato un operaio che si trovava nell’azienda vinicola “Due Palme” di Angelo Maci e portato via impianto di video sorveglianza e schede registrate. Non ci sono altre spiegazioni al momento. Anche perché ai malviventi avrebbe fruttato di più, sul piano economico, portare via qualche cassetta di vino pregiato che quell’impianto.

CELLINO SAN MARCO - Probabilmente un' immagine ripresa dall'impianto a circuito chiuso; una immagine che non doveva essere vista da nessuno. Potrebbe essere questo il motivo per il quale tre malviventi l'altra notte hanno bloccato un operaio che si trovava nell'azienda vinicola "Due Palme" di Angelo Maci e portato via impianto di video sorveglianza e schede registrate. Non ci sono altre spiegazioni al momento. Anche perché ai malviventi avrebbe fruttato di più, sul piano economico, portare via qualche cassetta di vino pregiato che quell'impianto.

Una rapina dai contorni molto strani, dunque, quella consumata l'altra notte da tre banditi, volti coperti con pesanti passamontagna, armati di spranghe di ferro e martello. I banditi non hanno chiesto denaro. Si sono impossessati solo dell'impianto di video-sorveglianza composto da due apparati per rilevare ventiquattr'ore su ventiquattro tutto ciò che accade dentro e fuori le mura dell'azienda e dell'impianto di registrazione. Oltre a tutte le schede registrate che si trovavano nella sala di gestione dell'impianto. La prima ipotesi che balza in mente è che i malviventi andavano alla ricerca solo di quell'impianto dato che all'unico dipendente presente non hanno chiesto nient'altro. Nemmeno il suo portafoglio.

Una bella gatta da pelare per gli investigatori. Stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Brindisi e della stazione di Cellino San Marco. Ma non si sbilanciano più di tanto. Debbono prima svolgere indagini approfondite per capire il perché di una rapina che ha avuto come bottino solo e soltanto quell'impianto. L'ipotesi che viene avanzata, ma senza alcun riscontro al momento, come si è detto, è che i banditi hanno portato via quell'impianto per cancellare un'immagine che doveva essere vista da nessuno.

Maci, noto enologo, i suoi vini sono tra i più premiati e apprezzati della produzione pugliese, ai carabinieri non è stato in grado di fornire una spiegazione. Era molto sorpreso da questa rapina. In genere i malviventi vanno in cerca di denaro e non di impianti di video-sorveglianza, difficili da piazzare sul mercato nero e, peraltro, non è merce che frutta granché.

Era notte fonda quando i tre sono arrivati dinanzi all'azienda situata alla periferia di Cellino San Marco. Dentro c'era solo un operaio addetto alla desolforazione. Lo hanno immobilizzato e legato. Quindi si sono messi all'opera. Proprio sprovveduti non erano. Sapevano dove mettere le mani. Finito il lavoro sono andati via. Senza lasciare traccia. Anzi, magari portando via qualche traccia che incautamente era stata lasciata e avrebbe potuto compromettere chissà chi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

E' Anna Lucia Matarrelli la nuova comandante della polizia locale

Attualità

San Sebastiano, riconoscimento all'ex comandante Pietro Goduto

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento