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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Rapina alle guardie giurate Ivri, gli arrestati in silenzio dal gip

Alessio Giglio e Antonio Lagatta si avvalgono della facoltà di non rispondere. I difensori al Riesame. Si cerca il complice

BRINDISI – Hanno scelto la strada del silenzio, Antonio Lagatta e Alessio Giglio, entrambi di Brindisi, di fronte alle impronte digitali che costituiscono gli indizi per il nuovo l’arresto, eseguito sabato scorso, con l’accusa di aver minacciato con una pistola e rapinato le guardie giurate dell’Ivri davanti alla banca Apulia di via Appia, portando via 99mila euro. Il colpo venne messo a segno il 16 agosto 2017.

Gli interrogatori

GIGLIO Alessio, classe 1993-2Giglio, 25 anni (nella foto accanto) ristretto nel carcere di Brindisi, si è presentato davanti al giudice per le indagini preliminare che ha firmato la nuova ordinanza di arresto, dopo quelle legate alla cosiddetta guerra di mala, nell’ambito dell’inchiesta sulle sparatorie avvenute in città lo scorso autunno tra fazioni rivali e sulla rapina al portavalori della Cosmopol, nel parcheggio del Mc Donald’s del centro commerciale BrinPark. L’indagato ha comunicato la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere, alla presenza dell’avvocato Elvia Belmonte del foro di Lecce.

Nel carcere leccese di Borgo San Nicola è ristretto Lagatta, 23 anni (nella foto in basso), ritenuto a capo del gruppo armato che secondo l’accusa sarebbe stato opposto a quello riconducibile ad Antonio Borromeo, nonché la mente del colpo al portavalori Cosmopol. Nella nuova ordinanza viene indicato come autore materiale del colpo da 99mila euro assieme a Giglio e come l’altro indagato ha optato per il silenzio in occasione dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto per rogatoria davanti al gip del Tribunale salentino. Lagatta è difeso dall’avvocato Cinzia Cavallo, la stessa penalista che lo assiste nel processo che la Procura di Brindisi ha già ottenuto a conclusione dell’inchiesta sulla guerra di mala.

Sia per Giglio che per Lagatta, i difensori hanno anticipato l’intenzione di presentare ricorso al Tribunale del Riesame.

Le impronte digitali

LAGATTA Antonio, classe 1995-2Restano intanto le accuse mosse nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli agenti della Mobile di  Brindisi. Alla base ci sono i risultati del confronto tra impronte digitali a cui i due sono stati sottoposti dopo che i poliziotti della Scientifica riuscirono a isolare delle tracce sul poggiatesta e sul volante del Fiat Qubo usato per raggiungere via Appia. Furono trovate sulle buste di cellophane usate per coprire anche i vetri del furgone, per non essere identificati.

 “I frammenti si riferiscono al dito pollice della mano destra di Giglio e al mignolo della mano sinistra di Lagatta”, è scritto nell’ordinanza di arresto firmata dal gip Tea Verderosa, su richiesta del pubblico ministero Simona Rizzo.

Il complice

Non sono stati trovati il bottino e la pistola usata per minacciare un vigilantes e il capo scorta. Quest’ultimo esplose due colpi in aria a scopo intimidatorio. Ma i due banditi riuscirono a fuggire. Ad attenderli c’era una terza persona, alla guida di una Lancia Y di colore beige. Complice  non ancora identificato.

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