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Giuseppe Di Bello

Giuseppe Di Bello

Rapina, confessa anche lo zio e difende il nipote

ANCONA - Ha confessato anche lo zio che stava brindando con una bottiglia champagne lo scorso 22 agosto, strappatagli di mano dai carabinieri. Roberto Andriulo 41 anni con festa rovinata è stato ascoltato stamani dal gip di Ancona per rogatoria per la convalida del fermo di indiziato di delitto disposto dal pm Milto Stefano De Nozza.

ANCONA - Dopo il nipote, ha confessato anche lo zio che stava brindando con una bottiglia champagne lo scorso 22 agosto, strappatagli di mano dai carabinieri. Roberto Andriulo 41 anni con festa rovinata è stato ascoltato stamani dal gip di Ancona per rogatoria tanto per la convalida del fermo di indiziato di delitto disposto dal pm Milto Stefano De Nozza per la rapina nella gioielleria Giovi Gold di Brindisi del 6 agosto scorso, quanto per l'arresto in flagranza per il reato di evasione (l'uomo era latitante dal 7 luglio, da quando era fuggito da una comunità per tossicodipendenti). Andriulo, difeso dall'avvocato Cinzia Cavallo, ha anche specificato di aver trascinato il nipote Giuseppe Di Bello, 34 anni, a compiere l'assalto nel cuore della città, in corso Garibaldi. Di Bello, difeso dall'avvocato Luca Leoci, punta alla restituzione del bottino e al patteggiamento.

Andriulo è stato individuato dai carabinieri di Ancona come il responsabile di un'altra rapina compiuta a Falconara, località in cui è stato scovato e arrestato mentre era in spiaggia con i tre brindisini che lo coprivano e che sono stati denunciati per favoreggiamento personale. E poi, sempre insieme a Di Bello, di una tentata rapina a Jesi.

Sono queste contestazioni che verranno formalizzate a breve, nonostante siano state già rese note dagli investigatori, perché non essendo naturalmente più possibile disporre un fermo di indiziato di delitto, trovandosi entrambi gli indagati già in carcere, bisognerà lasciar trascorrere tempi tecnici.Fermo convalidato, naturalmente, per Andriulo e anche l'arresto per evasione.Quanto alle motivazioni che avrebbero spinto lo zio a pianificare e mettere in atto colpi in gioielleria portando con sé sulla cattiva strada anche il nipote, la risposta è "standard": problemi economici per entrambi, problemi da "affogare" in una flute di champagne.

 

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