Cronaca

Rapina e fuga in taxi: Giardino resta in carcere. "Avevo bisogno di denaro"

Arresto convalidato. Resta in carcere il rapinatore che lo scorso 26 novembre assaltò con una pistola giocattolo la Banca nazionale del lavoro di via  Santi, per poi tentare la fuga in taxi. Giuseppe Giardino, 23 anni, di Bari, difeso dall’avvocato Gianluca Palazzo, ha fatto piena ammissione di colpevolezza davanti al gip Paola Liaci

BRINDISI – Arresto convalidato. Resta in carcere il rapinatore che lo scorso 26 novembre assaltò con una pistola giocattolo la Banca nazionale del lavoro di via  Santi, per poi tentare la fuga in taxi. Giuseppe Giardino, 23 anni, di Bari, difeso dall’avvocato Gianluca Palazzo, ha fatto piena ammissione di colpevolezza davanti al gip Paola Liaci. Il giovane, incensurato, ha detto che di recente aveva perso il posto di aiutante in una cucina ed aveva disperato bisogno di denaro. 

Giardino ha spiegato di aver raggiunto Brindisi in treno. Aveva acquistato anche un biglietto di ritorno. Ma dopo aver rapinato la filiale racimolando un bottino di circa 1500 euro, forse in preda alla concitazione, ha scelto la via di fuga più impervia: quella del viaggio in taxi appunto.

Il colpo è stato messo a segno intorno alle ore 9. Sul posto si recarono subito i poliziotti della Sezione volanti. I colleghi della squadra Antidroga della Squadra mobile di Brindisi coordinati dall’ispettore superiore Pasquale Carlino si diressero invece verso la stazione ferroviaria, dopo aver scandagliato le vie del centro storico.

Uno dei tassisti riferì che un collega aveva appena caricato una persona con accento barese. Non poteva che trattarsi di Giardino. Uno dei poliziotti Giuseppe Giardino 24 anni-2allora contattò telefonicamente il tassista che inconsapevolmente stava trasportando un rapinatore in fuga, chiedendogli di fingere di essere al telefono con sua moglie, per non allarmare il malfattore.

Mentre si tenevano in contatto con il malcapitato tassista, due equipaggi dell’Antidroga hanno imboccato a gran velocità la strada statale 379 che collega Brindisi a Bari. Il tassista avrebbe voluto fermarsi in un’area di servizio. Ma Giardino non ne voleva sapere. “Ti ho pagato (in effetti la corsa è stata pagata in anticipo, ndr) per andare fino a bari senza sosta”, gli ha detto.  

Giunti fra Fasano e Monopoli, i poliziotti hanno intercettato il taxi. Con una manovra degna di un film d’azione, una pattuglia ha sbarrato la strada al taxi, mentre l’altra ha rallentato il traffico alle sue spalle. Dopo aver fatto accostare il veicolo, gli agenti hanno subito messo in salvo il tassista e poi hanno prelevato il rapinatore. Ancora non sapevano che era disarmato, in quanto si era disfatto della pistola giocattolo e del giubbino blu indossato al momento dell’irruzione in banca, gettandoli in un'aiuola di piazza Cairoli (dove sono stati recuperati da una Volante).

Il 23enne è stato collaborativo con le forze dell’ordine ed è stato collaborativo anche con il giudice.  Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, il suo legale chiederà il giudizio con rito alternativo.  

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