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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Rapina in banca 12 anni fa, i giudici chiedono l’ascolto di nuovi testi

Imputati nel nuovo processo d'Appello Ivano Cannalire e Marco Greco, entrambi di Brindisi, per un colpo avvenuto a Terni nel 2005: per l'accusa entrarono in azione con un taglierino, minacciarono i cassieri e portarono via 59 anni. La Corte chiede l'ascolto dei dipendenti della filiale dopo la requisitoria del pg: tre anni e quattro mesi per tutti e due

BRINDISI – Prima di pronunciare la sentenza nel processo d’appello bis in cui sono imputati Ivano Cannalire  e Marco Greco, entrambi di Brindisi, accusati di aver messo a segno una rapina in una banca di Terni, 12 anni fa, i giudici della Corte d’Appello di Salerno hanno chiesto l’ascolto di altri quattro testimoni, tutti dipendenti all’epoca della filiale presa di mira.

CANNALIRE-Ivano-2-2-2La richiesta dell’ulteriore citazione è arrivata questa mattina, nel corso dell’udienza che i difensori degli imputati, Daniela d’Amuri e Ladislao Massari, attendevano per la sentenza, essendoci stata già la requisitoria del procuratore generale e l’ascolto di due testimoni, vale a dire i genitori di Cannalire, anche questi su disposizione della Corte d’Appello di Salerno, di fronte alla quale è stato incardinato il nuovo processo di secondo grado.

Né la madre, né il padre di Cannalire, né tanto meno i dipendenti che nel 2005 lavoravano nella banca di Terni furono mai ascoltati, perché gli imputati furono giudicati con rito abbreviato, quindi allo stato degli atti, saltando il dibattimento.

Marco Greco-2-2-2Il pg ha chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi per entrambi, dopo l’assoluzione in primo e secondo grado. Il rappresentante della pubblica accusa, di fronte alla pronuncia dei giudici d’Appello, in linea con il gup, presentò ricorso in Cassazione, ottenendo l’annullamento con rinvio dinanzi a una nuova Corte d’Appello, appunto quella di Salerno.

In occasione della scorsa udienza, i genitori di Cannalire hanno riferito che il giorno della rapina il figlio era a casa e che non si spostò da Brindisi nei giorni precedenti e in quelli successivi.

La pista brindisina iniziò a prendere consistenza nel momento in cui furono ascoltati alcuni testimoni che riuscirono ad annotare alcuni numeri di targa: l’auto era in uso a Greco, il primo nome a venire a galla. L’incrocio delle frequentazioni e la presenza indicata dalle celle telefoniche portò a Cannalire. Il processo riprenderà in autunno.

 

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