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Cronaca

Rapina in trasferta, fermati dalla Mobile due brindisini e un terzo è ricercato

BRINDISI – Le oreficerie di Massafra attirano come mosche i rapinatori brindisini. Alcune ore fa la Squadra mobile di Brindisi ha sottoposto a fermo due giovani del capoluogo, mentre un terzo è ancora irreperibile, per la rapina portata a segno l’altro ieri, mercoledì’ 25 maggio, nella gioielleria “Ars Aurea” di corso Roma nella città della provincia di Taranto. L’episodio si era svolto nella mattinata, e le telecamere del circuito di sorveglianza avevano ripreso due soggetti a volto scoperto, che erano entrati fingendosi clienti. Poi uno di essi aveva estratto una pistola di piccolo calibro puntandola contro la proprietaria del negozio, che era stata immobilizzata e legata subito dopo dall’altro bandito.

BRINDISI - Le oreficerie di Massafra attirano come mosche i rapinatori brindisini. Alcune ore fa la Squadra mobile di Brindisi ha sottoposto a fermo due giovani del capoluogo, mentre un terzo è ancora irreperibile, per la rapina portata a segno l'altro ieri, mercoledì' 25 maggio, nella gioielleria "Ars Aurea" di corso Roma nella città della provincia di Taranto. L'episodio si era svolto nella mattinata, e le telecamere del circuito di sorveglianza avevano ripreso due soggetti a volto scoperto, che erano entrati fingendosi clienti. Poi uno di essi aveva estratto una pistola di piccolo calibro puntandola contro la proprietaria del negozio, che era stata immobilizzata e legata subito dopo dall'altro bandito.

La fuga dei due rapinatori era avvenuta a bordo di un Suv Bmw, guidato da un terzo complice che attendeva la conclusione del colpo nei pressi della gioelleria. Le prime ricerche non avevano dato esiti. Ora la svolta con i due fermi: la polizia fornirà alle 11 i particolari sul caso, ed i nomi dei giovani finiti in carcere in attesa dell'interrogatorio di convalida da parte del giudice delle indagini preliminari. Si tratta della seconda rapina a Massafra nell'arco di sei mesi che vede coinvolti elementi brindisini: la vicenda precedente avvenne l'8 novembre 2010, ed ha condotto in tempi diversi all'arresto dei due responsabili, identificati dalla Squadra mobile brindisina sempre attraverso il sistema di videosorveglianza: quella volta ad entrare in azione furono Francesco Convertino e l'albanese Fatjon Budani.

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