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Cronaca

Rapina in trasferta, i due brindisini interrogati dal gip confessano e restano in carcere

BRINDISI – L’ultimo dei componenti della banda dei rapinatori della gioielleria “Ars Aurea” di Massafra, Jonata Stea, 21enne di Brindisi, si è costituito intorno alle 8 del mattino negli uffici della questura, accompagnato dal suo legale Luca Leoci. Poco dopo andavano in scena gli interrogatori di garanzia dei suoi complici insieme con i quali il 25 maggio scorso aveva assaltato il negozio di preziosi di corso Roma 50 nella città tarantina, immobilizzandola titolare Anna Sinisi 42 anni, dopo essersi finti normali clienti. Nei confronti di Domenico Disantantonio, 21anni, detto “Bistecca”, e Andrea Ostuni 27 anni, il gip Paola Liaci ha confermato gli arresti in carcere.

BRINDISI - L'ultimo dei componenti della banda dei rapinatori della gioielleria "Ars Aurea" di Massafra, Jonata Stea, 21enne di Brindisi, si è costituito intorno alle 8 del mattino negli uffici della questura, accompagnato dal suo legale Luca Leoci. Poco dopo andavano in scena gli interrogatori di garanzia dei suoi complici insieme con i quali il 25 maggio scorso aveva assaltato il negozio di preziosi di corso Roma 50 nella città tarantina, immobilizzandola titolare Anna Sinisi 42 anni, dopo essersi finti normali clienti. Nei confronti di Domenico Disantantonio, 21anni, detto "Bistecca", e Andrea Ostuni 27 anni, il gip Paola Liaci ha confermato gli arresti in carcere.

Entrambi gli indagati hanno ammesso ogni addebito rendendo la loro versione dei fatti: Domenico Disantantonio, assistito dall'avvocato Marcello Tamborrino, ha ammesso di essere entrato in gioielleria con Jonata Stea mettendo a segno il colpo, così come mostravano i filmati delle telecamere a circuito chiuso del negozio, che i banditi non sono riusciti a portar via per la freddezza della gioielliera che ha saputo temporeggiare fino alla loro fuga. Stessa linea quella adottata da Andrea Ostuni, assistito dall'avvocato Luca Leoci, che ha cambiato, però, versione rispetto alle dichiarazioni fornite in prima battuta. Aveva detto - quando anch'egli si era presentato in questura il giorno prima dell'arresto - di aver conosciuto due ragazzi con cui aveva deciso di andare a Massafra per passare una giornata in allegra compagnia di alcune donne.

Di fronte al gip la versione resa da Ostuni è che conosceva i due, non sapeva cosa i suoi due compari avessero intenzione di fare, ma era certo che non si trattava di qualcosa di buono. Per questo sarebbe rimasto in macchina ad attenderli e sarebbe fuggito con loro subito dopo il colpo. La Bmw X3, vista vagare nei paraggi della gioielleria era in uso ad Andrea Ostuni, fu riconosciuta dai carabinieri della compagnia di Massafra, guidati dal capitano Fabio Bianco. L'informativa dei militari giunse anche alla Squadra mobile di Brindisi , diretta dal vice questore Francesco Barnaba, che ha ripescato i tre pendolari della rapina.

Nei confronti di Jonata Stea il pm della procura della Repubblica di Taranto Lucia Iscieri ha emesso un decreto di fermo per le accuse di rapina aggravata in concorso e sequestro di persona. Stea espletate, le formalità di rito, è stato associato al carcere di Brindisi mentre si svolgevano gli interrogatori di garanzia dei suoi due complici, l'interrogatorio per la convalida del suo fermo, potrebbe essere fissato per mercoledì prossimo.

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