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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Rapina nell'azienda Lillo, immobilizzata la madre dell'avvocato

BRINDISI – E' stata una serata di terrore per l'azienda “Lillo”, situata nelle campagne di Tuturano e gestita dalla famiglia del noto avvocato brindisino Gianvito. Ieri sera, poco prima dell'ora di cena, tre banditi hanno fatto irruzione nella struttura mentre era presente solo l'anziana madre del legale: i malviventi hanno bloccato e immobilizzato la donna, e indisturbati hanno portato via denaro, gioielli e anche armi regolarmente denunciate.

BRINDISI - E' stata una serata di terrore per l'azienda "Lillo", situata nelle campagne di Tuturano e gestita dalla famiglia del noto avvocato brindisino Gianvito. Ieri sera, poco prima dell'ora di cena, tre banditi hanno fatto irruzione nella struttura mentre era presente solo l'anziana madre del legale: i malviventi hanno bloccato e immobilizzato la donna, e indisturbati hanno portato via denaro, gioielli e anche armi regolarmente denunciate.

Non è la prima volta che viene utilizzata la tecnica di irrompere nelle strutture situate in campagna, soprattutto se ad occuparle sono anziani. Per i banditi svaligiare l'azienda agricola è stato un gioco da ragazzi. E' accaduto attorno alle 19.30, nella struttura di contrada Marfeo si trovava in quel momento solo la madre dell'avvocato, Giuseppina Ricci, di 75 anni. Il marito della donna, Vitantonio, 83enne, titolare dell'azienda, stava facendo rientro in compagnia di un amico, e solo per pochi minuti si è evitato che anche l'uomo si trovasse a tu per tu con i rapinatori.

Approfittando dell'oscurità, questi ultimi sono piombati nell'azienda e hanno appena visto la donna, hanno provveduto ad immobilizzarla, affinchè non desse nemmeno l'allarme, mentre i malviventi si occupavano di fare razzia. Si sono impossessati di soldi, ori, gioielli e anche di tre fucili regolarmente denunciati.

Una volta incassato il bottino - che è però ancora in via di quantificazione -, i malviventi si sono dati alla fuga a bordo di un'auto. Ma gli investigatori non escludono che dopo aver percorso pochi chilometri la banda possa aver cambiato mezzo per depistare eventuali inseguitori. Della vicenda si stanno occupando i carabinieri.

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