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Rapina al vigilantes: sì all’abbreviato per Lagatta e Giglio. Con perizia su impronte

Istanza della difesa accolta dal collegio dopo il no del gup. Il colpo fruttò 99mila euro, somma mai trovata

BRINDISI – Sì al processo abbreviato, condizionato a una perizia sulle impronte digitali, per i due imputati accusati della rapina da 99mila euro ai danni del vigilantes dell’istituto Ivri, in via Appia, avvenuta il 16 agosto 2017: il Tribunale di Brindisi ha ammesso al rito alternativo Antonio Lagatta e Alessio Giglio, arrestati dagli agenti della Mobile.

Abbreviato condizionato

LAGATTA Antonio, classe 1995-2Dieci giorni fa l’istanza presentata dai difensori degli imputati venne respinta dal giudice per l’udienza preliminare, Vittorio testi, per ragioni di economica processuale poiché lo svolgimento della perizia avrebbe dilatato i tempi della giustizia. Ieri, invece, l’avvocato Cinzia Cavallo, in occasione di quella che avrebbe dovuto essere la prima udienza del dibattimento, ha ripresentato analoga istanza, incassando il parere favorevole del collegio giudicante, presieduto da Gienantonio Chiarelli, a latere Francesco Cacucci e Barbara Nestore.

Lagatta, 23 anni, e Giglio, 25, saranno giudicati quindi all’esito dei risultati della perizia dattiloscopia che, secondo la difesa, è di fondamentale importanza nell’accertamento delle responsabilità. L’incarico peritale sarà affidato la prossima udienza. Il rito abbreviato, in caso di condanna, permette di ottenere la riduzione di un terzo della pena.

Le impronte digitali: pollice di Giglio e indice di Lagatta

Le impronte digitali per l’accusa sono prova univoca della partecipazione alla rapina della coppia Lagatta e Giglio, già condannati per un’azione analoga nell’ambito della cosidetta guerra di mala. Le impronte furono isolate dagli agenti della scientifica della questura di Brindisi nel furgone usato dai banditi per raggiungere i vigilantes, nonostante sia i poggiatesta che il volante furono coperti da buste di cellophane per evitare di lasciare traccia. “I frammenti si riferiscono al dito pollice della mano destra di Giglio e al mignolo della mano sinistra di Lagatta”, è scritto negli atti di indagine.

Nell’abitacolo furono trovati anche alcuni capelli e un mozzicone di sigaretta. Il furgoncino, un Fiat Qubo, venne inquadrato più volte sia davanti all’ingresso della banca il giorno della rapina, che nella zona di via Santa Maria Ausiliatrice e viale San Giovanni Bosco, nelle due ore precedenti.  

L’arma, il bottino e il complice

GIGLIO Alessio, classe 1993-3Almeno uno dei due, era armato di pistola. La pistola venne puntata a uno dei due vigilantes in servizio: venne bloccato appena uscito dal blindato dell’Ivri. I due banditi saltarono fuori dal Fiat e si divisero i compiti: uno bloccò il caposcorta intimandogli di inginocchiarsi, altrimenti avrebbe sparato, l’altro si impossessò del plico con il denaro appena prelevato dalla banca. C’erano 99mila euro in banconote di diverso taglio nella scatola. I rapinatori fuggirono a piedi, non si fermarono neppure quando la guardia giurata rimasta a mani vuote esplose due colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio.

Ad aspettare i due banditi, stando alla ricostruzione evidenziata nel provvedimento di arresto, ci sarebbe stato un complice alla guida di una Lancia Y di colore beige, risultata rubata il mese prima a Brindisi. Il Fiat, invece, venne rubato nelle 48 ore precedenti al colpo, sempre in città. E venne lasciato nei pressi di via Santa Maria Ausiliatrice. Un errore. Pistola e bottino non sono stati trovati. Così come non è stato identificato il terzo complice.

La guerra di mala e le condanne

Sia Lagatta che Giglio furono coinvolti nelle indagini sulla cosiddetta guerra di mala in atto a Brindisi tra agosto e novembre 2017, quando in città si fronteggiarono due gruppi di giovani contrapposti. Da un lato quello ritenuto guidato da Lagatta, del quale avrebbe fatto parte anche Giglio, dall’altro quello che – sempre secondo l’accusa – sarebbe stato capeggiato da Antonio Borromeo.

Con rito abbreviato, Lagatta è stato condannato in primo grado a dieci anni e otto mesi di reclusione più 22mila euro di sanzione pecuniaria, mentre Giglio ha scelto di essere processato con rito ordinario.

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Le altre rapine

Per Lagatta e Giglio, inoltre, c’è l’accusa mossa in relazione all’assalto al furgone blindato Cosmopol dinanzi al Mc Donald’s, nel piazzale del centro commerciale BrinPark, la mattina del 6 novembre dello scorso anno. Capo di imputazione che rientra nei fatti reato ricostruiti nell’inchiesta sulla guerra di mala.

Per Lagatta, c’è l’ulteriore accusa di aver rapinato la guardia giurata che stava per entrare nella filiale della Banca popolare di Bari in via Orazio Flacco, la mattina del 2 dicembre 2016. Episodio contestato in altra ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita alla fine dello scorso mese di febbraio, all'esito delle indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi.

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L’accusa è di aver minacciato con un fucile e poi bloccato il vigilantes ed è stata mossa in concorso con Claudio Rillo, 23 anni, il quale ha negato l’addebito dicendosi assolutamente estraneo alla rapina che fruttò un bottino di 21.660 euro, denaro contenuto nella valigetta che la guardia giurata avrebbe dovuto depositare in banca quella mattina.


 

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