Cronaca

Rapina al vigilantes, Riesame conferma accusa per Lagatta e Rillo

Il colpo in via Flacco, davanti alla Bpb il 2 dicembre 2016, bottino 21.660 euro. I banditi si nascosero in un condominio

BRINDISI – Il Tribunale del Riesame ha confermato il quadro accusatorio nei confronti di Antonio Lagatta e Claudio Rillo, 23 anni tutti e due ed entrambi di Brindisi, per la rapina al vigilantes della Cosmpol, il 2 dicembre 2016: la guardia giurata venne aggredita poco prima che entrasse nella filiale della Banca popolare di Bari, in via Orazio Flacco, per consegnare la valigetta con 21.669 euro.

Il Riesame

LAGATTA Antonio, classe 1995-2I due indagati restano in carcere per effetto dell’ordinanza eseguita dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi alla fine dello scorso mese di febbraio. I giudici, in funzione di Riesame, hanno negato la libertà a entrambi, respingendo il ricorso presentato dai difensori, all’indomani degli interrogatori di garanzia.

Rillo ha sempre respinto l’accusa dicendosi disponibile a sottoporsi a qualsiasi tipo di accertamento: “Con quella rapina, non c’entro niente”, disse al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi. Per l’accusa entrò in azione assieme a Lagatta che preferì avvalersi della facoltà di non rispondere essendo interrogato per rogatoria nel carcere di Lecce.

Il video della rapina

La mattina del 2 dicembre 2016, attorno alle 9,30, la guardia giurata venne bloccata e minacciata da due ragazzi armati: uno aveva un fucile a canne mozze e l’altro una pistola. Non avevano il passamontagna i rapinatori. Uno aveva un cappellino da baseball con occhiali da sole e l’altro un cappello di lana tradizionale.

All’epoca Lagatta e Rillo erano perfetti sconosciuti, solo a novembre 2017 sarebbero stati arrestati perché ritenuti coinvolti nella cosiddetta guerra di mala tra gruppi di ragazzi a Brindisi. Non c’erano ancora state le sparatorie e gli attentati incendiari riconosciuti con sentenza dal Tribunale. Si confondevano tra diversi giovanissimi. Non erano mai stati fotosegnalati. Secondo l’accusa, questa sarebbe stata la prima rapina di Lagatta.

Le guardie giurate e i pochissimi testimoni oculari non furono in grado di fornire una descrizione precisa, come si legge nel provvedimento di arresto ottenuto dal pubblico ministero Luca Miceli.

Impossibile, quindi, che potessero essere “identificati mediante la sola visione delle registrazioni video delle telecamere della banca”, ha sottolineato il gip. “I due indagati, però sono stati in seguito attinti da provvedimenti di arresto”. Di conseguenza, solo dopo è stato possibile confrontare le sequenze estrapolate dal video con le fotosegnaletiche: “tale attività permetteva di riconoscere senza ombra di dubbio Lagatta e Rillo”, è scritto nell’ordinanza.

“E’ stata appurata – si legge – la compatibilità tra le caratteristiche fisiche e soprattutto tra le altezze dei rapinatori e quelle dei due indagati”. Sono state anche evidenziate la “conoscenza e la stabile frequentazione dei due che sono stati controllati insieme in diverse occasioni e risultano aver comunicato telefonicamente in diverse occasioni, anche il giorno della rapina”. Risulta che Lagatta e Rillo furono controllati assieme nei giorni successivi alla rapina, l’11 e il 19 dicembre

I tabulati telefonici

RILLO Claudio, classe 1995-3L’analisi dei tabulati telefonici ha portato ad accertare che una delle utenze intestate a Lagatta “agganciò alcune celle radio compatibili con il luogo di consumazione della rapina, nell’orario del colpo”. Più esattamente, “alle 8,47 quella di viale Commenda, alle 8,56 quella di viale Aldo Moro e alle 8,58 quella del quartiere Santa Chiara”.

Anche la seconda utenza in uso a Lagatta “agganciò celle radio compatibili con la sede della filiale della Banca popolare di Bari”. Alle 8,26 in viale San Giovanni Bosco.

Lo zerbino  del condominio

Stando a quanto accertato dagli agenti della Mobile, i rapinatori si sarebbero fatti aprire il portone citofonando a uno dei condomini. Qui sarebbero rimasti nascosti sino all’arrivo del furgone Cosmopol per entrare in azione non appena il vigilantes raggiunse l’ingresso della banca.

“Il portone rimase aperto” perché i due “posizionarono in precedenza uno zerbino nei pressi dell’ingresso per impedirne la chiusura accidentale. Per la fuga, stessa cosa: di nuovo nel condominio e poi di corsa nel cortile dove riuscirono a scavalcare il muretto.

La guerra di mala e le condanne

In quel periodo di tempo due gruppi si affrontarono anche usando Kalashnikov: da un lato la fazione ritenuta guidata da Antonio Lagatta e della quale avrebbe fatto parte – tra gli altri – Rillo. L’altra fazione, secondo l’accusa, sarebbe stata capitanata da Antonio Borromeo.

Per quella sfilza di ferimenti e aggressioni, Lagatta e Rillo sono stati già condannati in primo grado con rito abbreviato: il primo alla pena di dieci anni e otto mesi, l’altro a nove anni e quattro mesi. Nel conteggio rientra l’assalto ai vigilantes dell’istituto Cosmopol, avvenuto la mattina del 6 novembre 2017, davanti al Mc Donald’s del centro commerciale BrinPark. Bottino pari a 25mila euro, solo in parte ritrovato.

Lagatta è accusato anche di una terza rapina, sempre ai danni di un vigilantes: azione consumata la mattina del 16 agosto 2017, davanti all’ingresso della banca Apulia, in via Appia. La contestazione è stata mossa in concorso con Alessio Giglio, considerato uno dei componenti del presunto gruppo di Lagatta. Bottino pari a quasi 99mila euro.  Per quest’accusa Lagatta e Giglio sono sotto processo e saranno giudicati con rito abbreviato.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rapina al vigilantes, Riesame conferma accusa per Lagatta e Rillo

BrindisiReport è in caricamento