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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Rapinatori napoletani presi nel Leccese

NEVIANO – I carabinieri li avevano notati già nei giorni scorsi, nel corso di un servizio antirapina a largo raggio nel territorio della provincia di Lecce, ed avevano iniziato a monitorarne gli spostamenti. Le conferme ai sospetti sono giunte dalle verifiche effettuate con la collaborazione dei colleghi di Napoli, poi, intorno alle 19 di oggi i militari del Nucleo operativo e radiomobile della bompagnia di Gallipoli ed quelli della stazione di Neviano hanno fatto scattare le manette.

NEVIANO - I carabinieri li avevano notati già nei giorni scorsi, nel corso di un servizio antirapina a largo raggio nel territorio della provincia di Lecce, ed avevano iniziato a monitorarne gli spostamenti. Le conferme ai sospetti sono giunte dalle verifiche effettuate con la collaborazione dei colleghi di Napoli, poi, intorno alle 19 di oggi i militari del Nucleo operativo e radiomobile della bompagnia di Gallipoli ed quelli della stazione di Neviano hanno fatto scattare le manette.

Cinque componenti di una banda, quattro uomini e una donna, di origine napoletana e vicini al pericolosissimo clan Lorusso di Secondigliano, sono finiti in trappola. I militari si erano appostati nei dintorni, anche in negozi vicini alla gioielleria, fingendosi clienti, e pronti a intervenire rapidamente.

Vincenzo Scognamiglio, 35enne; Ciro Granieri, 25enne; Antonio Grimaldi, 43 anni; Arturo Gatto, 27 anni; Enrica Bocchetti, 25 anni, l'unica incensurata del gruppo, hanno messo a segno la rapina progettata, ai danni di una rivendita di preziosi e attività di Compro oro, "L'angolo del gioiello" tra via Celinelle e Via Principe Amedeo nel pieno centro del piccolo comune salentino, ma sono stati fermati in flagranza di reato dai militari dell'Arma.

Da uno zaino trovato in loro possesso, è stata recuperata l'intera refurtiva, composta da monili in oro per un valore complessivo di oltre 80.000 mila euro, sequestrata per poi essere riconsegnata alla proprietaria della gioielleria, e le armi utilizzate (pistole giocattolo copie identiche alle Beretta utilizzate dalle Forze di polizia) per eseguire il colpo, oltre a un paio di manette, telefonini, effetti personale e altro materiale. Tutti sono stati trasferiti al carcere di Borgo San Nicola.

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