Banditi violenti: condanna e maxi risarcimento

BRINDISI - Dovranno sborsare (se li hanno) 50mila euro a testa come provvisionale e oltretutto dovranno scontare, se vi sarà conferma nei tre gradi di giudizio, 5 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno: sono i due giovani brindisini che rapinarono e pestarono una gioielliera.

Andrea Reho

BRINDISI - Dovranno sborsare (se li hanno) 50mila euro a testa come provvisionale e oltretutto dovranno scontare, se vi sarà conferma nei tre gradi di giudizio, 5 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno: sono i due giovani brindisini che rapinarono una gioielliera di Ceglie Messapica e la picchiarono selvaggiamente, fino a calpestarla e saltarci su, in un exploit di violenza stile Arancia Meccanica. La sentenza è stata pronunciata stamani dal gup di Brindisi, Valerio Fracassi e riguarda Andrea Reho e Alessio Rametta, poco più di vent’anni a testa, arrestati entrambi tra il marzo e l’aprile scorsi per un assalto da incubo messo a segno a febbraio all’interno dell’oreficeria “Il tempio dell’oro”.

Sono difesi dagli avvocati Laura Beltrami e Cinzia Cavallo. Il pm, Antonio Costantini, aveva chiesto per entrambi la condanna a 6 anni e 8 mesi perché. Il processo si è celebrato con rito abbreviato e il conto è comprensivo dello sconto di un terzo della pena: l’accusa era di rapina pluriaggravata, oltre al resto, dal fatto che la donna, data la sua età, non era nelle condizioni di potersi difendere. C’erano poi le ipotesi di lesioni aggravate e di violenza privata. L’intero ammontare del risarcimento sarà determinato in sede civile.

Le indagini sul conto della coppia di brindisini fu il frutto di collaborazione fra carabinieri e polizia. Certi di non venire riconosciuti a qualche decina di chilometri da Brindisi città, lì dove i loro volti sarebbero stati subito associati a un nome, avevano fatto irruzione in gioielleria fingendosi clienti, con il volto scoperto, senza preoccuparsi delle telecamere che li avevano filmati entrambi. Dal video sono stati identificati, ma è stato anche possibile avere contezza della furia dei due rapinatori: le botte, i calci, i pugni sferrati senza motivo, ché la titolare dell’attività commerciale non aveva reagito, era rimasta impietrita e certo non avrebbe impedito loro di prendere quel che volevano.

Quando varcarono la soglia stava sistemando alcuni preziosi sul bancone, quando uscirono era stesa per terra, ferita, e a stento riuscì a chiamare i carabinieri.I due se ne andarono con le tasche piene di merce di valore per 110mila euro. Rametta fu arrestato su ordinanza di custodia cautelare, Reho sfuggì inizialmente alla cattura ma quando poi fu trovato aveva con sé un chilo d’hascisc. La contestazione di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente è relativa a un altro procedimento, che sta facendo il suo corso.

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