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Rapine in gioielleria a Brindisi: un arresto dopo la fuga sul terrazzo

Incastrato dalle telecamere Francesco Palma, volto già noto alle forze dell’ordine, accusato dell’azione consumata nell’oreficeria Nataly di viale Aldo Moro e di quella tentata da De Marco in corso Roma: ha cercato di fuggire raggiungendo il terrazzo di un palazzo del rione Commenda

BRINDISI – Rapinatore brindisino, incastrato dalle telecamere. E’ nato e residente in città uno dei due autori del colpo nella gioielleria Nataly di viale Aldo Moro avvenuto quattro giorni fa: Francesco Palma, alias Maradona, è stato fermato con l’accusa di rapina in concorso,  ed è su di lui che si stanno concentrando i sospetti anche in relazione a un colpo, tentato, nell’oreficeria De Marco di corso Roma, il mese scorso. L'indagato è ristretto nel carcere di Brindisi e lunedì dovrebbe esserci l'udienza di convalida del fermo, disposto dal pubblico ministero di fronte a un "concreto pericolo di fuga". Avrebbe, infatti, tentato di fuggire, salendo sul terrazzo di un palazzo del quartiere Commenda.

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L’accento barese con il quale ha minacciato i titolari e le commesse sarebbe stato solo un depistaggio legato al fatto che per entrare in gioielleria, nell’uno e nell’altro caso, si era finto cliente e quindi non poteva indossare il passamontagna.

Il brindisino è stato identificato dagli agenti della Squadra Mobile del capoluogo, diretti dal vice questore aggiunto Antonio Sfameni, ai quali è stata delegata l'esecuzione del decreto di fermo. I poliziotti sono stati primi ad arrivare sul posto in entrambe le situazioni: la sera del 24 ottobre in corso Roma, quando i due banditi riuscirono a fuggire a piedi imboccando via Lata, poi la mattina del 21 novembre in viale Aldo Moro, quando i rapinatori per la fuga hanno fatto affidamento su uno scooter. Hanno agito sempre a volto scoperto, sempre con la scusa di acquistare qualcosa per un regalo.

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Secondo i poliziotti non possono esserci dubbi dal confronto tra i fotogrammi estratti dalle immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza delle due gioiellerie del capoluogo. Quelle foto sono state confrontate con un testoncino presente negli archivi delle forze dell’ordine, trattandosi di un brindisino già noto per via di precedenti penali. Le immagini, quindi, al momento costituiscono gravi indizi di colpevolezza. Le esigenze cautelari sono legate al pericolo di fuga ritebuto concreto, dimostrato dal tentativo messo in atto dall'indagato appena ha visto i poliziotti da una finestra dell'appartamento in cui si trovava in quel momento. 

Resta da identificare il complice di entrambe le azioni. Non è escluso che si tratti della stessa persona, anche se nel caso della rapina tentata nella gioielleria De Marco, ad agire furono un uomo e una donna. In questo caso non è neppure da escludere che si sia trattato di un travestimento per depistare le indagini e guadagnare prima la fuga, poi la libertà.

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E’ ancora in fase di quantificazione il bottino della rapina nella gioielleria Nataly: almeno 60mila euro, ma si attendono conferme. I due, sono riusciti in pochi minuti a svuotare le vetrine esterne, allestite pochi giorni prima per i regali di Natale. L'udienza per la convalida si terrà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, alla presenza del difensore dell'indagato, Laura Beltrami del foro di Brindisi. In quella sede Palma potrà decidere se avvalersi o meno della facoltà di non rispondere. I gioielli non sono stati trovati. Il che lascia supporre che ci sia almeno un ricettatore.

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