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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Rapine, incendi e videocamere inutili

BRINDISI - La situazione non è fuori controllo, ma è seria pur potendo considerare in gran parte sconfitta la criminalità organizzata in questo territorio. Gli arruolamenti malavitosi hanno sensibilimente abbassato i requisiti di età, come dimostra la copiosa schiera di rapinatori minorenni o under 20 che si aggira nella zona; i punti nevralgici dell'economia non sono adeguatamente protetti; le rapine sono in aumento, come gli incendi di auto, fenomeno ormai diffusissimo (e neppure un incendiario in galera).

BRINDISI - La situazione non è fuori controllo, ma è seria pur potendo considerare in gran parte sconfitta la criminalità organizzata in questo territorio. Gli arruolamenti malavitosi hanno sensibilimente abbassato i requisiti di età, come dimostra la copiosa schiera di rapinatori minorenni o under 20 che si aggira nella zona; i punti nevralgici dell'economia non sono adeguatamente protetti; le rapine sono in aumento, come gli incendi di auto, fenomeno ormai diffusissimo (e neppure un incendiario in galera).

Che il territorio e il capoluogo abbiano meno bisogno di passeggiate antiracket, e più di personale in grado di dare un senso agli investimenti in sistemi di videosorveglianza, lo dicono i fatti e lo dicono anche le associazioni di categoria. Per ultima Confartigianato, dopo la rapina di ieri sera alle 21,30 nel laboratorio di parrucchiere di Marcello Caforio a Latiano, in via Torre Santa Susanna. L'irruzione da parte di un individuo armato è avvenuta mentre il locale era ancora pieno di clienti, una manciata di secondi di paura sino a quando il bandito non se ne è andato con l'incasso di 550 euro.

"Anche ieri un'altra rapina ai danni di un artigiano nella città di Brindisi e ciò segna negativamente questo importante periodo natalizio. Questa volta a subire la violenza di rapinatori senza scrupoli e rispetto di chi lavora onestamente è stato Marcello Caforio, presidente della categoria Benessere di Confartigianato", si legge nel comunicato dell'associazione, che annuncia una richiesta di incontro al prefetto Nicola Prete.

"Questo episodio, come tanti altri che si sono verificati in questi giorni, non ultimo l'attentato al sig. Greco del Bar Eden, è un segnale triste che macchia la nostra città", prosegue la nota. "La nostra associazione di categoria si stringe a tutti questi imprenditori che, ogni giorno, con le proprie forze e coraggio, affrontano le tante amarezze provocate dalla crisi economica ed ora sono anche costretti a subire inermi questa criminalità che senza alcun riguardo dilaga nelle nostre strade.

"Ci sentiamo in dovere di chiedere a gran voce a tutte le forze presenti sul territorio di intensificare i controlli e di mettere in atto ogni strategia di contrasto ad ogni forma di criminalità. Siamo consapevoli che le forze dell'ordine sono vicine a tutti i cittadini nella tutela e salvaguardia della vita umana e del territorio e di questo li ringraziamo ma oggi chiediamo un'attenzione maggiore e chiediamo a tutti anche di collaborare con esse".

Numerosi segnali di malessere arrivano dalle zone industriali, e in particolare da quella di Brindisi, dove non può essere certo il recupero di parte di una refurtiva a sanare l'alto rischio di razzie e danneggiamenti che grava sulle imprese insediate nell'area. Dove dal gennaio del 2009 è in funzione un sistema di videocamere ad alta capacità di controllo del flusso di veicoli. Ma ai due terminali, presso il Consorzio Asi e in questura, non c'è nessuno e si ricorre alle registrazioni solo dopo gli episodi di criminalità.

La ragione ce l'aveva spiegata alcuni giorni fa il presidente dell'Asi, Marcello Rollo. L'Asi, ha detto Rollo all'indomani dell'ennesimo furto nella sede della Scandiuzzi, ha dovuto rinunciare al monitoraggio effettivo in tempo reale "perchè gli operatori costavano 24mila euro al mese". La questura, invece, probabilmente non ha il personale per coprire i turni davanti al terminale del sistema di videosorveglianza. Quindi un investimento in sicurezza da un milione 300mila euro vanificato? "E' una delle mie principali preoccupazioni", dichiara Rollo, il quale aveva posto il problema in cima alla lista del suo mandato, mesi addietro.

Il punto è che Marcello Rollo deve vedersela con sei diversi istituti di vigilanza privati che operano nella zona industriale di Brindisi (ognuno ha i propri clienti), che non si riesce a coordinare. "Ho proposto loro, in sintesi, una forma di cooperazione per ottimizzare la risorse umane e i mezzi, e garantire la vigilanza che serve, chiedendo anche di fare all'Asi una proposta economica che includa, con turnazioni di un mese, la gestione 24 ore su 24 del sistema di videosorveglianza". Ma risposte, alla palazzina del consorzio all'ex Punto Franco, neppure una.

"A sei mesi di distanza, ora dovrò riconvocare tutti perchè il problema va risolto, e mi sto attivando per reperire anche i fondi necessari". La questione è estremamente urgente, ammette Rollo senza difficoltà. Nè si può sperare, con il trend attuale della criminalità a Brindisi, che i furti diminuiscano da soli. Il problema della sorveglianza è cruciale anche all'interno delle aree portuali a Brindisi, dove si sono registrati furti clamorosi, mentre anche il sistema di videosorveglianza della città capoluogo non ha nessuno in sala operativa.

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