rotate-mobile
Cronaca

Rapine nelle gioiellerie, ancora un arresto. Mistero sul bottino: non si trova

In carcere altro brindisino: in auto aveva una pistola modificata, fermato a Massa Carrara assieme all’albanese Saku, complice di Palma, reo confesso. Caccia ai ricettatori dei preziosi del valore di 50mila euro

BRINDISI – C’è un altro brindisino finito in carcere,  probabilmente legato ai tre già arrestati per le rapine nelle gioiellerie di Brindisi: a Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, è stato fermato dalla polizia stradale, in auto aveva un’arma modificata e delle fascette da elettricista.

SAKO Ani (FILEminimizer)-2E’ il complice dell’albanese Ani Saku (foto accanto), a sua volta identificato come il secondo bandito entrato in azione, a volto scoperto, assieme al brindisino Francesco Palma (foto in basso), nell’oreficeria Nataly, in viale Aldo Moro, a Brindisi la mattina del 21 novembre scorso. Anche Saku è stato fermato a Massa Carrara ed è tuttora ristretto in carcere, dove ieri gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi in relazione al colpo, ammesso da Palma, in sede di udienza di convalida, alla presenza del suo difensore, Laura Beltrami.

Palma di fronte all’evidenza ha preferito confessare: è stato incastrato dalle immagini registrate dalle telecamere di sistema di videosorveglianza, così come Saku. Immediatamente identificati dagli agenti della sezione Antirapina della Mobile di Brindisi, diretti dal vice questore aggiunto Antonio Sfameni.

 Il filmato mostra l’azione dei due, durata qualche minuto, a partire dall’ingresso nella gioielleria, attorno alle 11,30: volto scoperto, si sono finti clienti e una volta all’interno, uno ha immobilizzato la commessa bloccandole i polsi con delle fascette da elettricista e ha minacciato la titolare, mentre l’altro ha svuotato le vetrine. La fuga, in scooter.

PALMA Francesco (FILEminimizer)-2Stando alla versione resa da Palma, il bottino, quantificato in almeno cinquantamila euro, sarebbe stato lanciato in un bidone della spazzatura nel quartiere Bozzano. Versione ritenuta non credibile dal momento che i contenitori del rifiuti sono stati eliminati da quando è stato dato il via alla raccolta differenziata porta a porta. Dove siano finiti i gioielli è un mistero, sul quale stanno lavorando gli agenti della  Mobile.

Il sospetto è che siano stati affidati a ricettatori di Brindisi e probabilmente siano già finiti a centinaia di chilometri dalla città per essere rivenduti. Forse in Toscana, in provincia di Massa Carrara dove sono stati arrestati Saku e il brindisino. Ed è per questo motivo che le generalità di quest’ultimo non sono ancora state rese note.

telecamera gioielleria nataly-2-2-2

Palma ha confessato anche la tentata rapina nella gioielleria De Marco, in corso Roma, la sera del 21 ottobre scorso: in quella occasione, con lui – stando all’accusa – c’era Antonino Tedeschi, nei panni di una donna. Si sono finti una coppia per essere credibili e chiedere di vedere alcuni tennis. Il colpo sfumò. Per questo tentativo a Palma e Tedeschi è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rapine nelle gioiellerie, ancora un arresto. Mistero sul bottino: non si trova

BrindisiReport è in caricamento