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Rapine seriali a Brindisi: fermato dalla squadra mobile un sospettato dopo l'ultimo colpo

Rapine nei supermercati del capoluogo: la squadra mobile brindisina ferma al Perrino il bandito fuggito dopo l'ultimo colpo al Dok. Era su un bus

BRINDISI – Lo hanno portato in questura con l’escamotage del tragitto sul bus della Stp senza biglietto, e lo hanno poco dopo ammanettato invece per l’assalto al supermercato Dok. L’ispettore Cosimo Pizza, in forza alla Sezione antirapina della Squadra mobile di Brindisi diretta dall’ispettore capo Giancarlo Di Nunno, conosceva bene il 21enne Pierluigi Brina, ed è riuscito ad arrestarlo grazie alla sua straordinaria conoscenza dei personaggi che gravitano nel mondo della criminalità locale. Questa è la storia, da raccontare, della fine della banda dello scooter.

Pizza, intorno alle 19 di ieri, era in macchina insieme al figlio, anch’egli poliziotto, ma alla Sezione volanti. Non erano in servizio. Dovevano sbrigare delle commissioni personali e poi sarebbero rientrati a casa. Arrivati in corrispondenza della rotatoria situata all’imbocco della statale 7, meglio conosciuta come ex “incrocio della morte”, hanno visto un ragazzo che correva a perdifiato. Non sapevano ancora che era stata appena sventata una rapina ai danni del Dok, situato lì vicino.

Ma pochi istanti dopo, incrociati i vicequestori Francesco Zingaro e Gianluigi Lenti (i due funzionari di polizia che sono riusciti a sventare il colpo alIl Dok all'incrocio della statale 7-3 discount, mettendosi all’inseguimento di Brina e del suo complice), l’ispettore Pizza e il figlio si sono fatti un quadro chiaro dell’accaduto. Quel ragazzo che aveva appena attraversato a piedi l’incrocio della morte era uno dei due rapinatori.

L’ispettore Pizza lo aveva riconosciuto, si trattava di Brina, già arrestato nel febbraio del 2011 per aver saccheggiato il centro antiviolenza del rione Perrino. I due, a quel punto, si sono diretti verso l’abitazione del 21enne nel rione Perrino ed è lì che lo hanno atteso al varco. Anche il domicilio del sospettato faceva parte della immensa “banca dati” dell’ispettore, una carriera sempre in strada, prima alle volenti e poi alla Mobile.

Vincenzo Zingaro-3Quando Brina è sceso da un pullman di linea della Stp, il figlio di Pizza gli ha chiesto di esibire il titolo di viaggio. Si trattava, ovviamente, di un pretesto per condurre il giovane verso la vicina questura. Ma prima di riuscire a caricare il 21enne a bordo della propria auto, i poliziotti hanno dovuto vincere la tenace resistenza di alcuni familiari del ragazzo, scesi dal condominio popolare, i quali hanno dato vita ad una scena degna dei Quartieri Spagnoli di Napoli per sottrarre il giovane alle forze dell’ordine.

Durante il tragitto, Brina ha capito che non se la sarebbe cavata con un verbale per aver utilizzato un mezzo di trasporto pubblico senza fare il biglietto. Messo alle strette, il 21enne ha confessato di aver preso parte alla tentata rapina, rivelando anche il luogo in cui aveva nascosto passamontagna, guanti e casco. Grazie anche al suo atteggiamento collaborativo, poi, Brina è stato iaccompagnato a casa in regime di domiciliari.

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