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Ugo Ugolini

Ugo Ugolini

Rapine, trappola pronta da tempo

LATIANO – Gli agenti della Squadra mobile della questura di Brindisi e i colleghi del commissariato di Mesagne stavano solo aspettando la prossima mossa. Ugo e Gianfranco Ugolini erano sotto controllo da tempo.

BRINDISI - Gli agenti della Squadra mobile della questura di Brindisi e i colleghi del commissariato di Mesagne stavano solo aspettando la prossima mossa della banda del taglierino. I due fratelli brindisini, Ugo e Gianfranco Ugolini, di 38 e 26 anni, arrestati questa mattina dopo aver perpetrato una rapina nell'ufficio postale di Latiano, erano sotto controllo già da un paio di settimane. I poliziotti attendevano di coglierli in flagranza di reato. E così è stato.

Alle 9 di oggi, quando la coppia di rapinatori è uscita dalle Poste di via Cesare Battisti a Latiano, con un bottino di 3400 euro e un taglierino in mano, ha trovato gli agenti della questura ad attenderli. Un poliziotto era in abiti civili a due passi dall'ufficio postale, una pattuglia passava a pochi metri dall'ingresso. I due banditi sono stati bloccati subito, la polizia ha sparato un colpo in aria e poi li ha braccati prima che raggiungessero la loro vettura, una Golf di colore grigio, con targa posticcia, e intestata al padre dei rapinatori, parcheggiata in una via traversa.

I fratelli Ugolini non hanno avuto scampo. Sono stati trasferiti al commissariato di polizia di Mesagne e poi, su disposizione del pm di turno Antonio Costantini, sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso. I due, a seguito delle ammissioni di uno di essi, Gianfranco, sono gravemente indiziati anche degli altri quattro colpi messi a segno in poco più di un mese negli uffici postali di Brindisi e San Vito Dei Normanni. In tutti e quattro i casi il modus operandi è stato lo stesso, e da quanto è stato accertato attraverso l'esame dei fotogrammi anche l'abbigliamento è sempre stato lo stesso: felpe con cappuccio, una di colore azzurro e una di colore nero.

Nella Golf i poliziotti hanno trovato un pacco di guanti in lattice di colore celeste, una scatola di cartone piena di vestiti che presumibilmente appartengono ai fratelli Ugolini. Ugo, l'unico ad essere noto alle forze dell'ordine (ha precedenti di vario genere per reati contro il patrimonio), è o lo è stato fino a poco tempo fa ausiliario presso l'Asl di Brindisi. Ritenendo di assomigliare al noto cabarettista Checco Zalone, il 38enne arrestato stamani si era attribuito lo stesso nome del comico e lavorava anche nel campo dell'intrattenimento, presentandosi come cabarettista e ballerino.

Ugo Ugolini ha due profili sul social network Facebook, uno dei quali dedicato alle sue attività "artistiche". Ha partecipato anche alle selezioni della trasmissione televisiva Grande Fratello. Il 26enne Gianfranco, invece, è incensurato. Entrambi vivono in piazza Raffaello al quartiere Sant'Elia a Brindisi.

Dal primo marzo scorso, da quando cioè una coppia di rapinatori (uno alto e uno basso) armati di cutter compì una rapina nell'ufficio postale di viale Porta Pia a Brindisi, i poliziotti della squadra mobile brindisina, diretti dal vice questore Alberto Somma, cominciarono a maturare i primi sospetti sulla coppia dei fratelli Ugolini. Un secondo colpo, identico al primo, fu messo a segno una settimana dopo nell'ufficio postale di via Duca Degli Abruzzi sempre a Brindisi. In quell'occasione un testimone raccontò di aver visto una Golf di colore grigio chiaro fuggire con due individui sospetti a bordo.

Il 29 marzo, sempre la banda del taglierino prese di mira le Poste di viale Commenda. Il 4 aprile scorso stessa identica rapina nell'ufficio postale numero 2 di San Vito Dei Normanni, su via Brindisi. Indizi e testimonianze raccolte da polizia e carabinieri in questi quattro episodi, hanno ristretto il cerchio dei sospetti sui fratelli Ugolini. I vari fotogrammi hanno mostrato sempre la stessa scena, i banditi sempre gli stessi (uno alto e uno basso) e l'abbigliamento anche. Per incastrarli, però, mancavano prove concrete. I poliziotti, quindi, hanno preferito tenerli sotto controllo, pattugliare gli uffici postali del Brindisino e aspettare un altro colpo.

Questa mattina l'epilogo, la flagranza del reato è arrivata e quelli che fino a questo momento erano stati solo sospetti sono diventati certezze. Uno dei due fratelli, Gianfranco, ha anche ammesso di essere il responsabile degli altri colpi alle Poste. Nel frattempo c'è stato un fuori programma: la sera del 23 marzo una coppia di rapinatori, armati di taglierino, ha messo a segno un colpo nel supermercato Famila di via Torretta a Brindisi. Questo colpo, al momento, non è stato collegato alla banda Ugolini.

Un altro fatto da accertare è il furto di 4000mila euro all'interno del bar dell'ospedale Perrino di Brindisi perpetrato la notte tra il 18 e il 19 febbraio scorsi. Il malfattore entrò nel locale da una finestra scorrevole che si affaccia nel cortile del nosocomio brindisino, in un sottoscala i poliziotti trovarono una felpa con cappuccio e un paio di guanti in lattice identici a quelli in uso agli ausiliari Asl, con tutta probabilità simili a quelli trovati questa mattina nella Golf dei fratelli Ugolini. I due sono stati ristretti nel carcere di Brindisi in attesa dell'interrogatorio di convalida che avverrà alla presenza del loro avvocato Luciano Todisco.

 

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